Autore: B.A

20
Mag

Regolarizzare una badante o un bracciante costa 500 euro

Ecco la spesa per regolarizzare badanti, colf e braccianti agricoli.

Uno dei provvedimenti che più polemiche hanno scatenato è senza dubbio la regolarizzazione dei migranti. Un provvedimento che forse ha prodotto risultati politici la cui eco è arrivata oggi sulle mozioni di sfiducia al Guardasigilli Buonafede.

Un provvedimento politico molto importante

Italia Viva non ha votato le mozioni delle opposizioni, e c’è chi vede dietro quanto successo oggi in Senato, la restituzione al M5S del favore che i renziani hanno avuto sulla questione migranti. Infatti a spingere forte sulla regolarizzazione dei migranti è stata il Ministro dell’agricoltura, Teresa Bellanova, esponente di spicco di Italia Viva, che minacciò le dimissioni se il Movimento 5 Stelle non avesse detto sì all’inserimento nel decreto Rilancio, della sanatoria sui migranti.

La misura è entrata nel decreto che ieri sera è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Lasciando perdere per un momento le beghe politiche, i giochi di palazzo e i discorsi su ipotetiche crisi di governo, la pensi nota sanatoria dei migranti è provvedimento effettivo, e si può approfondire l’analisi sul suo funzionamento e soprattutto, le particolarità vedi questo provvedimento.

Quanto costa regolarizzare una badante?

L’istanza per la regolarizzazione dei braccianti agricoli o dei collaboratori domestici, potrà essere presentata a partire dal primo giugno. Ci saranno 45 giorni di tempo per inoltrare le istanze. Infatti il periodo concesso sarà dal primo giugno 2020 al 15 luglio 2020. Regolarizzare un lavoratore non sarà gratuito. L’operazione prevede un costo per ciascun lavoratore.

La regolarizzazione dei lavoratori stranieri, braccianti agricoli, colf e badanti costerà ai datori di lavoro 500 euro per ogni lavoratore. Si tratta di un contributo forfettario dovuto affinché si possa concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri o per fare emergere un rapporto di lavoro irregolare. In quest’ultimo caso è previsto pure il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale.

Altre cose da sapere sulla regolarizzazione

Il provvedimento è entrato nel tanto atteso decreto Rilancio. La misura è prevista dall’articolo 103 del decreto Rilancio. Se non è un datore di lavoro a chiedere la sanatoria, può essere direttamente il lavoratore, cittadino straniero, a chiedere mediante autocertificazione, un permesso di soggiorno temporaneo. È necessario però che il permesso di soggiorno sia scaduto dal 31 ottobre 2019. Il permesso di soggiorno temporaneo ha durata di sei mesi a partire dalla data di presentazione delle istanze.

Un paletto molto importante è che la richiesta deve pervenire da lavoratori presenti in Italia dal giorno 8 marzo 2020 e senza allontanamenti dal territorio nazionale. La sanatoria riguarda lavoratori addetti ai settori agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca, acquacoltura, assistenza alla persona, lavoro domestico. L’impiego in una di queste tipologie di attività deve essere stata svolta antecedentemente al 31 ottobre 2019.