Autore: B.A

22
Mar 2020

Reddito di ultima istanza e bonus 100 euro anche a colf e badanti, lo chiede Assindatcolf

Il settore domestico è uno di quelli a cui il decreto del governo ha riservato poco o nulla e Assidantcolf lo sottolinea apertamente.

Se c’è un settore lavorativo che il decreto Cura Italia ha toccato solo marginalmente è senza dubbio il lavoro domestico. Il decreto varato dal governo Conte, per far fronte agli effetti economici che produce la terribile emergenza sanitaria che sta vessando l’Italia, per il settore non ha prodotto interventi importanti. Eppure, il decreto Cura Italia ha prodotto cassa integrazione, bonus per stagionali, agricoli, autonomi e collaboratori, premi per chi ha lavorato in sede anche a marzo.

Tutti provvedimenti economici di aiuto ai lavoratori, ma non per il settore domestico. Sul noto sito di informazione “HuffingtonPost.it”, c’è un articolo con cui Assindatcolf, una delle più note associazioni dei datori di lavoro domestico, sfoga il suo malcontento. E lo fa con le parole del suo segretario nazionale, Teresa Benevento che chiede il varo di una nuova misura, il Reddito di ultima istanza.

Lavoro domestico, le novità del decreto Cura Italia

Niente cassa integrazione per i lavoratori domestici, siano essi badanti, colf, baby sitter e così via. Il governo nel decreto economico del 17 marzo scorso, ha previsto solo lo slittamento dei contributi previdenziali che le famiglie devono versare trimestralmente per i loro dipendenti. Poco secondo Assindatcolf, nonostante ormai il settore domestico tra dipendenti e famiglie, è un settore che riguarda 10 milioni di persone. Una mole imponente di persone per provvedimenti che la Benevento reputa marginali ed insufficienti.

Secondo Assindatcolf, il settore domestico è un settore particolare, che si è creato da solo, per tamponare un evidente falla nel sistema Italia, perché quello dell’assistenza è un settore che lo Stato non è in grado di offrire. Secondo la Benevento, anche il decreto del governo dimostra che qualcosa nel welfare italiano non funziona. Infatti è stato necessario varare un bonus baby sitter, che probabilmente in questo periodo di emergenza, servirà per poche famiglie, perché evidentemente qualcosa manca.

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Niente cassa integrazione per i domestici

Assindatcolf è stata subito tra le sigle sindacali di settore che hanno chiesto l’applicazione della cassa integrazione in deroga anche per i lavoratori domestici. Serviva un provvedimento del genere perché adesso molte badanti e molte colf rischiano di rimanere senza lavoro. Le famiglie italiane infatti devono scegliere se pagare il lavoratore domestico o dare sostentamento alla propria famiglia. Ed è una grave colpa del governo, secondo la Benevento, il fatto di aver lasciato le famiglie a dover operare questa scelta.

Ormai il decreto Cura Italia è legge e l’auspicio di Assindatcolf è quello si possa ancora intervenire per curare questa mancanza che riguarda il settore del lavoro domestico. La proposta di Assindatcolf è quella di varare un nuovo strumento di sostegno al reddito. Si potrebbe pensare ad un Reddito di ultima istanza, da concedere a chi in queste settimane ha visto cessare, ridursi o sospendere l’attività lavorativa. Una misura naturalmente da estendere anche a badanti e colf, come andrebbe allargata alla categoria anche il bonus in busta paga da 100 euro che il decreto Cura Italia ha previsto per i lavoratori che hanno continuato a lavorare nel mese di marzo.

Il governo ha già aperto a correggere qualcosa, tanto è vero che nel decreto Cura Italia c’è un articolo che tratta proprio di un Reddito di ultima istanza come misura da varare per coprire chi è rimasto fuori dai provvedimenti del 17 marzo. Ma serviranno uno o più decreti attuativi, da emanare entro 30 giorni dal decreto Cura Italia. Per il momento non c’è nulla più di quanyi detto per le badanti.