Autore: Giacomo Mazzarella

Reddito di emergenza: soglia Isee, importi e requisiti

Il reddito di emergenza fa parte del pacchetto di misure presenti nella bozza del decreto, eccone il funzionamento.

Il Governo lavora alle ultime limature del cosiddetto «Decreto Rilancio». La bozza che da ieri ha circolato sul web e su diversi media, ha confermato tutte le cose che si dicevano da tempo sul reddito di emergenza. La misura entrerà sicuramente nel decreto, e la bozza, da molti data come definitiva, lo conferma. Il reddito di emergenza è una delle misure contenute in quello che a tutti gli effetti è diventato strada facendo un autentico maxi decreto. Infatti dalla prima bozza a quella di ieri la differenza è sostanziale, perché da 45 articoli si è passati a 258 articoli. Ecco quindi questo reddito di cittadinanza come dovrebbe funzionare.

Misura importante

Per andare in soccorso delle famiglie più in difficoltà la misura su cui è caduta la scelta del governo è il reddito di emergenza. Ma si tratta di una misura destinata a coloro che non godono di altri sussidi. Il reddito di cittadinanza quindi, sarà destinato a famiglie e singoli, senza altri sussidi e che hanno un Isee sotto i 15.000 euro o un patrimonio mobiliare entro 10.000 euro (20.000 per le famiglie numerose).
Il reddito di emergenza quindi è negato a chi percepisce gli aiuti per l’emergenza Covid-19 e chi percepisce per esempio, il reddito di cittadinanza.

Le cifre erogate

La misura quindi è rimasta pressoché inalterata rispetto alle ipotesi di queste settimane. Ci saranno due tipologie di erogazione con due tipologie di importo. In base alla composizione del nucleo familiare, i richiedenti beneficiari del benefit otterranno 400 oppure 800 euro. Sembra anche che le domande per questa misura potranno essere fatte entro il mese di giugno 2020.

Ecco cosa dice la bozza

Infatti la bozza, all’articolo 87 r vita testualmente che: "Ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, è riconosciuto un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza. Le domande per il Rem possono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020 e il beneficio è erogato in due quote da 400 o da 800 euro.

Il Rem è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti:
a) residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio;
b) un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore ad una soglia pari a quella del reddito di emergenza spettante;
c) un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000, il massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;
d) un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000. Il Rem non è compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto Cura Italia, ndr), convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ovvero di una delle indennità disciplinate in attuazione dell’articolo 44 del medesimo decreto-legge ovvero di una delle indennità di cui agli articoli 20 e 21 del presente decreto-legge. Il Rem non è altresì compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in una delle seguenti condizioni:
a) essere titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
b) essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore alle soglie di cui al comma 5;
c) essere percettori di reddito di cittadinanza, di cui al Capo I del decreto-legge n. 4 del 2019, ovvero le misure aventi finalità analoghe di cui all’articolo 13, comma 2, del medesimo decreto-legge.