Autore: B.A

Reddito di emergenza: servono procedure semplici e senza Isee

ForumDD e Asvis chiedono linee facilitate per via dell’emergenza.

Sembra Sembra che a breve il Consiglio dei Ministri dovrebbe finalmente licenziare quello che doveva essere il decreto aprile. Il contenitore delle nuove misure di sostegno a famiglie, imprese e lavoratori, è molto atteso da quei cittadini che si trovano in evidente difficoltà a causa del coronavirus e delle limitazioni lavorative imposte dalla necessità di contenere i contagi. Tra le misure più attese, il reddito di emergenza.

Una misura che secondo il governo, scaverà in profondità, intercettando le fasce deboli della popolazione, quelle escluse dai precedenti aiuti e quelli realmente in difficoltà. Il dubbio di molti e che alla fine, la misura, anche se varata, sarà fruibile da una platea inferiore a quella che ne ha realmente bisogno. Un dubbio legato alla burocrazia, alle lungaggini ed alla contorta modalità con cui in Italia si adottano misure simili a questa.

Per questo, il Forum Disuguaglianze e diversità (ForumDd) e l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis) hanno prodotto e reso pubblico un documento con cui elencano una serie di richieste per superare le criticità oggettive che presenta questa ancora ipotetica misura. Un documento che ha come obbiettivo il rendere la misura, più fruibile possibile nell’immediato.

Reddito di emergenza senza Isee

Ciò a cui fanno riferimento Asvis e ForumDD è quello che è venuto fuori nella bozza del decreto, perché l’atto ufficiale e quindi tutte le misure previste, sono ancora ipotetiche. Ma è importante che questo documento di Asvis e ForumDD, venga prima della stesura definitiva del testo del decreto, perché potrebbe essere preso qualche spunto da cioè che viene proposto nel provvedimento.

Nel documento infatti si legge che: “Le bozze circolate del decreto, sollevano dubbi che possono e devono essere risolti, perché il Rem così rischia di non raggiungere tutti quelli che ne hanno bisogno”. Una secca presa di posizione quindi, su una misura che pur se ottima dal punto di vista della motivazione sociale che la accompagna, rischia di perdersi nei meandri della burocrazia e delle procedure.

Nel documento si legge che la bozza del decreto sottintende alcune criticità particolari, che spingono a credere che il governo voglia minimizzare il rischio di irregolarità procedurale e il contenimento della spesa pubblica dedicata al Rem. Secondo le due organizzazioni, occorrerebbe che la misura sia fruibile nel più rapido tempo possibile e che raggiunga una più vasta fetta di popolazione in difficoltà. Per questo il suggerimento è di prevedere modalità di richiesta e di erogazione , semplificate, a partire dalla cancellazione dell’Isee tra gli adempimenti necessari.

Cosa suggeriscono le due organizzazioni

Per le due associazioni, per il Reddito di emergenza, servono domande semplificate”. “Per raggiungere tutti i potenziali beneficiari è inevitabile, durante l’emergenza, accettare un numero di irregolarità superiore rispetto alle situazioni ordinarie, così come essere disponibili ad investire la spesa pubblica necessaria a coprire chiunque abbia bisogno” , questo si legge nel testo del documento di ForumDD e Asvis.

L’eliminazione dell’Isee dai criteri che si useranno per l’accesso al Rem, è la pima cosa da fare. Bisognerebbe, sempre in base alle proposte, ridurre e semplificare la documentazione da produrre, che dovrebbe essere ridotta ad una autocertificazione. In pratica, snellire tutta la procedura per far arrivare il prima possibile i soldi alle famiglie. Per i controlli, sulla veridicità dei dati, occorrerà rimandare tutto ad una successiva fase, perché la priorità adesso è aiutare prima possibile le famiglie e le persone.

Le contestazioni più importanti delle due associazioni, riguardano i criteri di natura economica, cioè reddito, patrimonio mobiliare e Isee. “Nella bozza si legge che l’Isee debba essere inferiore a 15mila euro, ma oggi, il 72% degli Isee compilati in Italia è al di sotto di questa cifra e non rappresenta un elemento significativo di discrimine della popolazione interessata, mentre a selezionare effettivamente l’utenza saranno le soglie di reddito e patrimonio, più ridotte. Dunque, l’Isee richiesto non serve per decidere chi debba ottenere il Rem”, questa l’anomalia che andrebbe risolta, come spiega bene anche un articolo del sito “Quifinanza.it” che parla proprio di questo documento delle due associazioni.