Reddito di emergenza: messaggio Inps, domande, scadenze e requisiti

Reddito di emergenza: messaggio Inps, domande, scadenze e requisiti

Via alle nuove tre mensilità del reddito di emergenza, con la necessità di presentare domanda da parte di tutti, anche dei vecchi beneficiari.

Dopo che il decreto Sostegni ha introdotto una nuova proroga del reddito di emergenza, ormai tutto è pronto per le nuove istanze che scadranno il prossimo 30 aprile 2021. L’Inps con il messaggio 1378 ha anticipato l’uscita della canonica circolare esplicativa della misura, quella con la quale l’Istituto recependo le direttive del governo apre alla possibilità di richiedere il sussidio.

Il reddito di emergenza è la misura che fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria è stata destinata a soggetti che non avevano ottenuto altre forme di aiuto e che non percepivano fonti di sostentamento. Con il nuovo decreto si aprono a 3 nuove mensilità dopo le 5 erogate nel 2020.

Nel messaggio ufficiale dell’Inps, pubblicato sul portale ufficiale dell’Istituto, si sottolinea che si resta «in attesa della pubblicazione della circolare con la quale verrà illustrata nel dettaglio la misura in argomento.» Nel frattempo con il nuovo messaggio si forniscono le prime informazioni applicative, si ricordano i requisiti di accesso e si sottolineano le date.

Rem: domande telematiche per tutti, anche per i vecchi beneficiari

La cosa probabilmente più rilevante resta il fatto che la domanda, contrariamente alle ipotesi, dovrà essere presentata da tutti, anche da coloro che hanno già percepito le prime mensilità del Rem e che inizialmente sembrava dovessero rientrare nel beneficio automaticamente, solo con il rinnovo dell’Isee.

L’Isee comunque resta il documento necessario per poter presentare le domande e deve essere in corso di validità alla data di presentazione delle stesse. La domanda deve essere presentata esclusivamente in via telematica. Le domande di Rem devono pervenire all’Inps entro il termine del 30 aprile 2021. I canali restano quelli classici, cioè collegandosi al sito internet dell’Inps, cioè inps.it, autenticandosi con una delle credenziali di accesso previste.

Va bene il PIN dispositivo, anche se nel messaggio l’Inps ricorda che a decorrere dal 1° ottobre 2020 non vengono più rilasciati nuovi PIN e che presto smetteranno di funzionare anche i vecchi. In alternativa al PIN dispositivo restano lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), la Carta Nazionale dei Servizi e la Carta di Identità Elettronica.
Resta sempre valido il canale offerto dai Patronati. Il via alle domande scatterà da domani 7 aprile.

Reddito di emergenza, i requisiti

Nel messaggio l’Inps chiarisce quali sono i requisiti utili alla misura. Il Rem viene riconosciuto ai nuclei familiari in possesso congiuntamente, al momento della presentazione della domanda, di determinati requisiti: essi sono:

  • Residenza in Italia alla data di presentazione della domanda;
  • Valore del reddito familiare con riferimento al mese di febbraio 2021, inferiore all’ammontare del beneficio incrementato in caso di canone di locazione dichiarato in DSU, nella misura di un dodicesimo dell’ammontare annuo dello stesso;
  • Valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2020 inferiore a 10.000 euro (limite incrementato di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino a un massimo di 20.000 euro e di 5.000 euro per ogni componente disabile;
  • Valore ISEE inferiore a 15.000 euro.

Compatibilità e incompatibilità del Rem con le altre misure

Il Rem non è compatibile e quindi fruibile da chi percepisce altre misure o da chi lavora. In pratica, Rem incompatibile con:

  • Indennità COVID-19;
  • Prestazioni pensionistiche, dirette o indirette, a eccezione dell’assegno ordinario di
  • invalidità e dei trattamenti di invalidità civile;
  • Redditi da lavoro dipendente superiori alla soglia massima di reddito familiare;
  • Reddito di cittadinanza;
  • Pensione di cittadinanza.

Altra novità importante è l’apertura all’accesso al beneficio per coloro che tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 hanno terminato di percepire le indennità per disoccupati conosciute come Naspi e Dis-Coll.