Autore: B.A

Lavoro

29
Mar 2020

Reddito di emergenza anche per badanti, precari e irregolari, ecco cos’è!

Il governo studia una misura che copra anche chi è rimasto fuori dal decreto Cura Italia, ecco la novità.

Un reddito di emergenza per 10 milioni di lavoratori, così hanno titolato molti giornali e molte agenzie di stampa portando all’attenzione ciò che il governo pare abbia intenzione di creare per dare una mano ad ulteriori lavoratori oltre quelli già finiti nel contenitore di interventi che è il decreto Cura Italia. Lo scorso 17 marzo il Consiglio dei Ministri ha varato un DPCM che ha prodotto interventi in aiuto a lavoratori dello spettacolo, stagionali del turismo, autonomi, partite Iva e agricoli. Inoltre, cassa integrazione per tutti i lavoratori di imprese che hanno chiuso ridotto o sospeso le attività lavorative.

Una cassa integrazione che potrà essere sfruttata da tutte le imprese, anche quelle con un solo dipendente assunto. Ma come spesso accade in decreti di questo tipo, si lascia sempre fuori qualcuno. Diverse le categorie di lavoratori esclusi da questo decreto, basti pensare ai lavoratori domestici. Ma sono tanti i soggetti che non potranno beneficiare del bonus 600 euro e nemmeno della cassa integrazione.

Ecco che il governo sta valutando misure e strumenti diversi, possibilmente più larghi come perimetro di applicazione. Ecco che si lavora sul reddito di emergenza come è stata ribattezzata l’ultima ipotesi su cui l’esecutivo ha manifestato l’idea di lavorare. Il Rem, questo l’acronimo di questa nuova misura che potrebbe essere appannaggio di una platea di 10 milioni di lavoratori, con una dotazione di circa 6 miliardi. Ecco di cosa si tratterebbe e cosa è questo reddito di emergenza.

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Reddito di emergenza, cos’è?

Un reddito di emergenza con una dote finanziaria di 6 miliardi che serve ad estendere gli aiuti anche a quelle categorie di lavoratori esclusi dal decreto Cura Italia. Dal governo non hanno smentito l’ipotesi, ma hanno ribadito che non si tratterà di una misura sulla falsariga del reddito di cittadinanza. Lo ha riportato anche il quotidiano Repubblica. Il reddito di emergenza potrebbe essere una misura che arriverà a dare sostegno a circa il doppio della platea a cui è destinato il bonus del decreto Cura Italia.

Una misura eccezionale, come la considera il quotidiano “Il Giornale”, che aggiungerà a commercianti, agricoli, partite Iva, collaboratori, lavoratori dello spettacolo, stagionali e professionisti vari, altri lavoratori da tutelare. Si inizia già a parlare dei precari, di quelli che rientrano nel cosiddetto lavoro grigio, gli irregolari e i lavoratori discontinui. Una misura che sarà inevitabilmente destinata anche a badanti, babysitter, colf, giardinieri e tutti i collaboratori domestici in genere.

Reddito di emergenza, i destinatari

La lista di soggetti che potrebbero rientrare nella misura è lunga e vasta, e questo significa che nel decreto Cura Italia ne avevano dimenticati molti. E sono soggetti che adesso sono in grave difficoltà economica e che non riceveranno nulla per il momento, proprio perché il decreto 18 del 17 marzo non ha prodotto nulla per loro. Nell’elenco dei possibili beneficiari anche esce fuori dalla Naspi, cioè da chi ha finito di percepire il sussidio di disoccupazione, gli stagionali entranti, che avrebbero dovuto iniziare a lavorare in queste settimane.

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Sono i bagnini, i camerieri, gli addetti alle pulizie e gli animatori turistici, tanto per citarne alcuni. E la misura dovrebbe coprire anche chi ha contratti particolari, come quelli a chiamata o a giornate. Un intervento necessario per esempio, per i tanti soggetti che avevano contratti a termine che adesso n on vengono rinnovati perché le aziende non hanno più bisogno di lavoratori essendo chiuse. Si tratta di lavoratori precari, che al posto del rinnovo del contratto adesso non hanno che la Naspi. Ma si tratta di una indennità di disoccupazione che è correlata a periodi di lavoro e stipendio percepito e in questi casi è piuttosto bassa.