Autore: Giacomo Mazzarella

Reddito di cittadinanza - Quota 100

Reddito di cittadinanza e Quota 100 va superato, lo dice Confindustria a Draghi

Il Presidente di Confindustria Bonomi dice la sua suggerendo alcuni interventi a Mario Draghi.

Anche gli industriali contro quota 100 e reddito di cittadinanza. Questo ciò che emerge da alcune dichiarazioni del Presidente di Confindustria Bonomi che ha suggerito alcune priorità al nuovo Governo Draghi se dalle consultazioni il Premier incaricato avrà una fiducia dai partiti politici.

Suggerimenti di Bonomi che vanno nella direzione di cancellare del tutto le due misure principali del governo gialloverde, del primo governo Conte, quello con Lega e Movimento 5 Stelle in maggioranza.

Da quota 100 al reddito di cittadinanza, sprechi secondo Bonomi?

Recovery fund, campagna vaccinale, stop divieto di licenziamenti a marzo, sono questi i principali argomenti che un eventuale nuovo governo Draghi dovrà fin da subito affrontare. Ma non meno importante è la riforma delle pensioni, necessaria per evitare lo scalone che quota 100 lascerà sul campo nel 2022.

Ma c’è anche il reddito di cittadinanza da ritoccare perché se dal punto di vista assistenziale la misura non sembra aver fallito, visti i numeri delle famiglie che percepiscono il sussidio, non è così per il lato delle politiche attive sul lavoro. Un flop autentico quello del ricollocamento lavorativo dei soggetti attivabili che percepiscono il sussidio.

Da Confindustria però arriva una specie di bocciatura totale di entrambe le misure. Il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi sostanzialmente chiede a Draghi di superare la Quota 100 e il reddito di cittadinanza, quasi fossero due autentici sprechi. “Non è fattibile l’idea che mandando anticipatamente in pensione i più anziani, a partire da 62 anni di età e 38 anni di contributi come prevede la formula Quota 100, si creino nuovi posti di lavoro”, questo ciò che ha detto Bonomi sulla quota 100.

«Abbiamo sempre avvertito che Quota 100 avrebbe creato problemi di sostenibilità del debito pubblico e aggravato l’ingiustizia verso i più giovani”, così Bonomi ha bocciato su tutta la linea quota 100 come si legge sul quotidiano “La Stampa” che ha intervistato il numero uno di Confindustria.

Reddito di cittadinanza e politiche attive, bocciatura su tutta la linea

“Il reddito di cittadinanza, come strumento per favorire la ricerca di un lavoro ha fallito», così Bonomi ha bocciato la misura tanto cara ai pentastellati. Naturalmente non è solo Confindustria a puntare il dito contro il reddito di cittadinanza dal punto di vista delle politiche attive sul lavoro.

Infatti che la misura abbia funzionato perfettamente come semplice sussidio, alla stregua magari del reddito di emergenza in questa fase delicata per via del Covid, è innegabile. Il fatto è che il reddito di cittadinanza nasceva per consentire il reinserimento sociale e lavorativi di persone disagiate a tal punto da essere destinatarie di questo aiuto.

Che ci sia bisogni di un restyling della misura è evidente, e probabilmente il Presidente di Confindustria chiede proprio un ritocco quando parla di superamento della misura. Abolirla in una fase di grave crisi come quella di oggi, probabilmente non si potrà fare.