Autore: Giacomo Mazzarella

Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza: quando la disabilità aumenta gli importi

Alcuni sostanziali vantaggi riguardano gli invalidi per reddito e pensione di cittadinanza

Dagli importi più pesanti ai requisiti meno rigidi, sono molti i vantaggi che offrono le normative su reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza ai soggetti affetti da disabilità. Pensione di cittadinanza e reddito di cittadinanza comunque, non sono misure destinate in particolar modo ai disabili. Esse nascono per tutelare condizioni di disagio economico. Ma come detto, per gli invalidi ci sono tanto dei vantaggi in termini di importo che dei requisiti più elastici.

Vantaggi per i disabili e reddito di cittadinanza

La legge riconosce ai disabili diversi benefici anche economici. Parliamo pur sempre di una parte del tessuto sociale italiano più debole. Tra i vantaggi anche qualcosa relativa al reddito di cittadinanza.

La misura, non potendo essere considerata specifica per soggetti affetti da invalidità, presenta alcuni vantaggi per loro. E lo stesso ragionamento può essere fatto anche per la pensione di cittadinanza.

La pensione di cittadinanza nello specifico si percepisce proprio se nel nucleo familiare dei richiedenti ci siano solo soggetti sopra i 67 anni di età o se nel nucleo familiare ci sono disabili gravi. Naturalmente occorre che tutti i familiari presenti nel nucleo familiare rispettino i paletti dell’Isee, cioè quelli reddituali e patrimoniali, sia per la pensione che per il reddito di cittadinanza. Proprio questi requisiti sono più elastici, come dicevamo, per i disabili.

Il patrimonio finanziario o mobiliare che dir si voglia per esempio, è una delle cose che con un disabile in famiglia è più facile da rispettare.

Il valore del patrimonio mobiliare non deve superare 6.000 euro per il single, e può arrivare fino a 10.000 euro per chi ha famiglie numerose, sulla base di 1.000 euro a figlio in più fino al limite massimo. Se nel nucleo ci sono disabili però, si può salire di 5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e di 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

Il tetto massimo in questo caso è 20.000 euro. Anche il reddito familiare è influenzato da ipotetiche situazioni di disabilità nel nucleo familiare. Il reddito familiare deve essere inferiore a 6.000 euro annui. Un parametro che va passato con la scala di equivalenza.

Tale scala di equivalenza è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di un più 0,4 per ogni componente maggiorenne presente e di un più 0,2 per ogni componente minorenne. Il tetto massimo della scala di equivalenza è 2,1. Se però c’è un componente disabile, la scala di equivalenza sale a 2,2.

Per la pensione di cittadinanza la soglia del reddito familiare è aumentata a 7.560 euro.

Il vincolo delle auto di proprietà

Per avere accesso al reddito o alla pensione di cittadinanza, la famiglia non deve avere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta. Inoltre, non ci devono essere autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc.

Questi ultimi, a condizione che la loro data di immatricolazione non sia stata effettuata nei due anni precedenti la domanda di sussidio. Esclusi da queste limitazioni, gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità.