Reddito di cittadinanza nel 2022: ecco le novità in cantiere, chi ci rimette e chi ci guadagna

Reddito di cittadinanza nel 2022: ecco le novità in cantiere, chi ci rimette e chi ci guadagna

Reddito di cittadinanza, modifiche in arrivo, cosa potrebbe cambiare sempre che la politica trovi un accordo?

In piena campagna elettorale per le amministrative in diverse grandi città, ritorna in auge il reddito di cittadinanza. La misura tanto cara ai grillini, è da sempre uno degli argomenti principali di ogni campagna elettorale, segno indelebile che è una misura che divide.

Da mesi infatti si parlava di reddito di cittadinanza da rettificare, cancellare o modificare. In base al partito politico di appartenenza, c’è un pensiero diverso relativo alla misura. Il periodo è particolarmente indicato per fare una specie di tagliando alla misura nata nel 2019 con il famoso decreto n° 4/2019, il cosiddetto “decretone”.

Oltre alla campagna elettorale, c’è pure la legge di Stabilità de definire in tempi celeri entro al fine del mese di ottobre. Vediamo cosa dovrebbe cambiare sulla misura e quali sono i soggetti eventualmente interessati dai cambiamenti.

Reddito di cittadinanza, il punto della situazione oggi

Prima di approfondire il tutto, andando nel dettaglio a capire dove e come intendono, ipoteticamente intervenire i legislatori sul reddito di cittadinanza, occorre sottolineare alcune cose.

Come sulle pensioni, anche sul reddito di cittadinanza il governo attuale non ha le mani completamente libere. Infatti si tratta di un governo che si regge su una maggioranza variegata e come tale, trovare una sintesi su due argomenti caldi come le pensioni o il reddito di cittadinanza è la cosa più difficile.

Su argomenti come il reddito di cittadinanza le divisioni politiche sono evidenti. Se è scontato il no al sussidio e la sua necessaria cancellazione da parte di Fratelli d’Italia, che è all’opposizione, in maggioranza le beghe non sono poche.

E così abbiamo la Lega di Matteo Salvini che ne chiede la cancellazione alla pari di un altro partito di maggioranza, stavolta di centrosinistra e guidato dall’altro Matteo, cioè Renzi. Si, sull’abolizione del reddito di cittadinanza i due Matteo sono in accordo, ed è una cosa più unica che rara.

Da un altro lato, il reddito di cittadinanza è difeso strenuamente dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, anche se pure al loro interno qualche ipotesi di rivisitazione della misura esiste.

Che ne sarà del reddito di cittadinanza nel 2022?

Migliorie in arrivo per il reddito di cittadinanza, questa l’ipotesi più probabile. La via più indolore per tenere contenti tutti e non far implodere un governo le cui frizioni interne sono sempre elevatissime.

Il reddito di cittadinanza è una misura che è stata un valido aiuto alle situazioni di disagio di milioni di famiglie in questi due anni circa di pandemia. È la parte relativa alla ricollocazione lavorativa dei beneficiari, tra tutor e uffici di collocamento a non aver funzionato.

Ed è li che probabilmente si andrà ad intervenire. Ogni 10 beneficiari del sussidio, solo 3 sono stati presi in carico dai Centri per l’Impiego. E si contano quelli che hanno trovato un lavoro grazie alle politiche attive (cioè non facendo tutto da soli).

Pure i sindacati per esempio, bocciano su tutta la linea il collegamento del reddito di cittadinanza con i posti di lavoro. Secondo Landini della CGIL infatti, la misura va potenziata dal punto di vista dell’assistenzialismo, perché la povertà per via delle crisi pandemica è aumentata.

Ma va scollegata la misura dai Centri per l’Impiego e dalle politiche attive sul lavoro, visto che secondo i sindacati, sono gli investimenti a creare posti di lavoro, non gli Uffici di collocamento.

Per correggerlo si pensa ad estendere la platea a quanti sono in Italia da 5 anni e non come adesso che sono necessari 10 anni di residenza. Una variazione che renderebbe la misura più facilmente appetibile per gli stranieri, molti dei quali oggi, poveri, sono tagliati fuori.

E sembra certo che il reddito di cittadinanza avrà nuovi strumenti di formazione e di reinserimento nel mondo del lavoro. Inoltre, verrà probabilmente modificata la scala di equivalenza che serve per assegnare gli importi di sussidio da erogare alle famiglie. Occorre in questo senso una modifica della scala di equivalenza per evitare di penalizzare le famiglie numerose.

Inoltre, visto che la componente dell’affitto è importante (pari a 250 euro al mese per chi vive in affitto), andrebbe riparametrata al luogo di residenza, dal momento che ci sono città dove con 250 euro una casa in affitto non la si trova.