Autore: Giacomo Mazzarella

Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza, importo spettante: come verificare se giusto

Il reddito di cittadinanza non ha un importo identico per tutti i beneficiari.

Quando fu varato, il reddito di cittadinanza nacque sulla base di una cifra ben precisa, cioè 780 euro al mese. Una cifra non casuale naturalmente perché è quella della soglia di povertà stabilita dall’ISTAT. Ma non tutti i beneficiari percepiscono la stessa cifra, perché 780 euro è la cifra prestabilita per i single. Il Rdc è organizzato in modo tale che aumenta con l’aumentare dei componenti del nucleo familiare. Ma poi incidono le proprietà immobiliari, la casa di proprietà, quella in affitto e i redditi. La misura è una integrazione al reddito di una famiglia. Ma come si fa a capire se l’importo erogato è quello realmente spettante?

Reddito di cittadinanza, molti hanno dubbi sugli importi

Come detto in premessa, sono molte le cose che vanno a incidere sull’importo del reddito di cittadinanza spettante per ciascun beneficiario. Sugli importi del sussidio, non sempre tutto è chiaro e molti hanno dubbi nel capire se l’importo percepito è giusto. Anzi spesso molti beneficiari credono di prendere poco.

Reddito di cittadinanza, guida al calcolo

Per fugare dubbi vediamo nello specifico come funziona il calcolo del reddito di cittadinanza, partendo dal presupposto che 780 euro al mese spettano esclusivamente a un single senza reddito e che vive in affitto. In linea di massima, ogni 100 euro di reddito mensile percepito da un beneficiario del sussidio, abbassano proprio il sussidio stesso per un importo identico.

Questo perché il Rdc è una integrazione reddituale del beneficiario. Dei 780 euro al mese ricordiamo che 500 sono a integrazione del reddito e 280 euro come contributo affitto. Se invece dell’affitto c’è il mutuo, il contributo è di 150 euro.

Contributi affitto o mutuo sono sempre fissi. Ciò che cambia è l’integrazione al reddito. Ecco l’importo massimo spettante in base alla composizione del nucleo familiare,

  • Un adulto euro 500,00;
  • Un adulto e un minore 600,00 euro;
  • Un adulto e due minori 700,00 euro;
  • Un adulto e tre minori 800,00 euro;
  • Due adulti 700,00 euro;
  • Due adulti e un minore 800 euro;
  • Due adulti e due minori 900 euro;
  • Due adulti e tre minori 1.000 euro;
  • Tre adulti 900,00 euro;
  • Tre adulti e un minore 1.000 euro;
  • Tre adulti e due minori e oltre1.050 euro;
  • Famiglie numerose con soggetto invalido 1.100 euro.

Occorre ricordare che tutte le cifre riportate in tabelle rappresentano l’importo massimo riguardante famiglie con redditi zero. Come dicevamo, l’integrazione al reddito deve puntare proprio al raggiungere gli importi tabellari previsti.

A questo, sempre come spiegato in precedenza, occorre aggiungere l’eventuale contributi per il cosiddetto affitto imputato. Per questo, una famiglia numerosa che all’interno ha un soggetto non autosufficiente ed alle prese con problemi di disabilità, che non ha altri redditi che incidono e che vive con casa di abitazione in affitto, può arrivare a percepire 1.380 euro al mese.