Autore: Giacomo Mazzarella

Ammortizzatori sociali

25
Apr

Reddito di cittadinanza: il vincolo della residenza per gli stranieri è lecito o viola la legge?

Servono 10 anni di residenza in Italia per poter ottenere il reddito di cittadinanza, ma le domande respinte per questo motivo potrebbero finire in tribunale

Esiste il reddito di cittadinanza ed è una misura totalmente italiana voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle ed avallata dai colleghi di governo della Lega. Esistono però norme internazionali, comunitarie e non che garantiscono un equo trattamento tra cittadini italiani, comunitari ed extra comunitari con regolare permesso di soggiorno. Proprio l’incrocio tra le norme che il governo ha dato al reddito di cittadinanza e quelle internazionali potrebbero causare seri problemi per l’esecutivo se davvero come ipotizza il sito “laleggepertutti.it”, molti stranieri a cui il reddito di cittadinanza non verrà concesso, potrebbero presentare ricorso.

L’oggetto del contendere è sempre il vincolo dei 10 anni di residenza nel territorio italiano imposto a cittadini comunitari e non che intendono presentare domanda per il sussidio. In pratica, stando all’attuale normativa, il cittadino straniero per poter ottenere il reddito di cittadinanza deve risultare residente in Italia da almeno 10 anni e negli ultimi due senza soluzione di continuità. Ma è davvero lecito questo vincolo imposto dalla misura? Vediamo cosa potrebbe accadere e cosa dice la giurisprudenza nostrana e internazionale al riguardo.

Norme contrarie alla giurisprudenza europea

Libera circolazione dei cittadini comunitari negli Stati membri della UE e garanzia di assistenza sociale per tutti i cittadini appartenenti alla Comunità Europea sono principi basilari del Trattato Europeo su cui si scontra adesso la normativa del reddito di cittadinanza. Nonostante la misura sia effettivamente aperta a tutti, cioè italiani, extra comunitari e comunitari, c’è chi parla già di discriminazione. L’articolo 18 del Trattato ma anche l’articolo 45 sono quelli che messi in relazione a quanto stabilisce il reddito di cittadinanza, mettono in risalto questa ipotetica discriminazione. Infatti si stabilisce che è vietata ogni discriminazione tra cittadini appartenenti ad uno Stato Membro in relazione alla nazionalità e che la libera circolazione dei cittadini nei vari stati deve essere garantita e senza vincoli.

Inoltre il regolamento UE prevede che non ci debbano essere differenze in materia sociale tra i cittadini che arrivano in un Paese della UE come stranieri ed i cittadini originari del Paese stesso. Il reddito di cittadinanza è una prestazione assistenziale e sociale e pertanto il vincolo dei 10 anni di residenza obbligatori per rientrare nel beneficio della misura discriminano i cittadini comunitari ma non italiani nonostante tutto ciò che dicevamo prima sulla libera circolazione e sulla parità di trattamento dal punto di vista sociale.

E gli extracomunitari?

Il reddito di cittadinanza per i cittadini extracomunitari, oltre alla residenza decennale in Italia è possibile se si risulta con permesso di soggiorno di lunga durata. Occorre ricordare che il diritto di soggiorno permanete negli Stati della UE si può ottenere dopo 5 anni di residenza continuativa nel Paese di accoglienza. Anche in questo caso quindi, respingere la domanda di reddito di cittadinanza ad un extra comunitario che è in Europa da più di 5 anni ma da meno di 10 appare in contrasto con le norme europee. Stesso discorso per i rifugiati che secondo le norme di Bruxelles, dovrebbero godere in quanto ad assistenza sociale, gli stessi diritti dei cittadini dello Stato che ha concesso l’asilo, a prescindere dalla durata della residenza sul suolo della Nazione.

Ecco perché ad oggi, gli stranieri che non si sono arresi difronte al vincolo dei 10 anni ed anno presentato lo stesso istanza, in caso di risposta negativa dall’Inps potrebbero avviare azioni contro l’Italia rivolgendosi ai Tribunali. Nel caso in cui le sedi giudiziarie interessate dai ricorsi diano ragione ai ricorrenti, ipotizzare che a questi cittadini comunitari o extra comunitari debbano essere erogati anche i mesi arretrati di reddito di cittadinanza non è esercizio del tutto azzardato.