Autore: B.A

Reddito di cittadinanza, ecco quando conviene l’Isee corrente

Molti a cui hanno tolto il reddito di cittadinanza possono riottenerlo con la versione corrente dell’Isee, alternativa a quella classica.

Per percepire il reddito di cittadinanza occorre avere un Isee in corso di validità. Se il proprio Isee è scaduto il 31 dicembre scorso, non si può ricevere il reddito di cittadinanza. Questo perché l’assegnazione del sussidio e il calcolo del suo importo è strettamente legato al modello Isee.
L’Inps calcola le cifre di reddito di cittadinanza spettanti in base al patrimonio, ai redditi ed alla composizione del nucleo familiare del richiedente. E può capitare, come molte segnalazioni dimostrano, che un soggetto che ha incassato il sussidio nel 2019, nonostante abbia rinnovato l’Isee, se lo è visto revocare. Vediamo il perché e come qualcuno può tornare a percepirlo.

Tutta colpa dell’Isee

Può accadere che una persona, che dal 2019 è senza lavoro, lo scorso anno ha percepito il reddito di cittadinanza, ma che adesso, nonostante lo stato di disoccupazione perseveri, non lo percepisce più. Tutto dipende dall’Isee. Per il reddito di cittadinanza 2019 è stato necessario produrre l’Isee che teneva in considerazione il reddito 2017. Se il soggetto e la sua famiglia, nel 2017 avevano un redditi basso, perché anche nel 2017 nessun familiare lavorava, nel 2019 questo nucleo familiare ha potuto percepire il sussidio. Dal momento che per il nuovo Isee vanno indicati i redditi 2018, se questi sono più alti dei precedenti, nella migliore delle ipotesi l’Inps ha calcolato una nuova portata del sussidio, riducendone l’importo. Perciò casi limite, con soggetti nel 2017 disoccupati, nel 2018 con un lavoro e dal 2019 di nuovo disoccupati, il sussidio non viene erogato per niente da febbraio 2020.
Questo perché si tengono in considerazione i redditi del 2018, quando il soggetto lavorava.

Occorre fare l’Isee corrente

È in vigore dall’8 ottobre 2019 anche l’Isee corrente, che può essere un valido aiuto in situazioni come quelle prima descritte.
Un Isee più rispondente alle reali condizioni reddituali e patrimoniali di un richiedente. Un Isee che consente ai soggetti che hanno perso il lavoro o ridotto il reddito familiare, di ottenere un ricalcolo dell’indicatore, più recente e più veritiero sulle condizioni di disagio utili a percepire il reddito di cittadinanza.
L’Isee corrente può essere utilizzato nel momento in cui il nucleo familiare ha già un Isee in corso di validità, ma si trova a dover dichiarare un peggioramento di situazione sopraggiunto.
I casi tipici che consentono ad un soggetto di richiedere l’Isee corrente sono un cambiamento delle condizioni di lavoro, come può essere una riduzione di orario, un passaggio da full-time a part-time, o una interruzione del rapporto di lavoro.
In questo caso il lavoratore deve poter dimostrare di essere stato occupato nei 12 mesi precedenti almeno per 4 mesi.
Si può richiedere l’Isee corrente anche quando uno dei componenti del nucleo familiare, oltre a perdere il lavoro, perda una prestazione economica diversa come può essere una pensione . infine, l’Isee corrente può essere richiesto se c’è una variazione nel nucleo familiare, come la nascita di un nuovo figlio, la morte di un componente il nucleo familiare e così via.