Autore: Guido Michelini

Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza: cos’è, come si richiede, importi e beneficiari

Guida al reddito i cittadinanza, dalle cifre agli adempimenti per i beneficiari.

Da aprile 2019 molte famiglie italiane hanno fatto richiesta e percepito il reddito di cittadinanza. Si tratta della misura introdotta dal primo governo Conte, quello giallo-verde. Il reddito di cittadinanza è una misura assistenziale che oltre a prevedere un sussidio mensile a singoli e famiglie disagiate, con Isee sotto una determinata soglia, prevede pure una serie di politiche attive indirizzate al ricollocamento lavorativo e sociale dei beneficiari.

Vediamo di illustrare nello specifico la misura, con tutto quello che occorre sapere anche in vista dei rinnovi a cui saranno chiamati coloro che lo hanno percepito fin dal mese di aprile 2019.

Reddito di cittadinanza, cos’è?

Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà. Così viene definita anche nelle slide che il Ministero del lavoro ha pubblicato sul sito creato e dedicato appositamente alla misura.

Il reddito di cittadinanza si prefigge l’obbiettivo di ridurre le disuguaglianze sociali prima dal punto di vista reddituale, ridando ossigeno a famiglie vicine o addirittura sotto la soglia della povertà, e poi cercando di reinserire lavorativamente e socialmente i fruitori del sussidio.

Soglia della povertà abbiamo detto, ed il reddito di cittadinanza è un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari fino al raggiungimento proprio della cifra che segna la soglia della povertà.

Questo dal punto di vista reddituale, perché oltre al sussidio, la misura è associata ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono attori. Infatti chi percepisce il reddito di cittadinanza deve sottoscrivere un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale.

Reddito di cittadinanza, i requisiti

Il Reddito di cittadinanza viene erogato ai nuclei familiari che riescono a rispettare tutte le condizioni utili alla sua fruizione e previste dal decreto che lo ha istituito.

Il richiedente il reddito di cittadinanza deve prima di tutto aver compiuto 18 anni di età. Poi, deve essere cittadino italiano, comunitario o extracomunitario con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o titolare di protezione internazionale.Altro requisito fondamentale è quello della residenza. Infatti il richiedente a prescindere dalla nazionalità, deve risultare residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Dal punto di vista economico, i beneficiari vengono individuati tramite l’Isee del proprio nucleo familiare. La famiglia del richiedente deve avere un Isee inferiore a 9.360 euro. Il reddito familiare comunque deve essere inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza che precede un coefficiente pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1 che sale a 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

Sempre dal certificato Isee vengono estrapolati i dati relativi agli altri requisiti patrimoniali da detenere per poter entrare nel programma reddito di cittadinanza.

La famiglia del richiedente deve avere un patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro. Si tratta dei valori catastali di terreni e fabbricati di cui sono proprietari tutti i componenti il nucleo familiare del richiedente.

Per il patrimonio mobiliare invece, questo non deve essere superiore a 6.000 euro per il single. Tale limite sale in base al numero dei componenti la famiglia, con 1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo fino alla soglia massima di 10.000 euro. Inoltre previsto un limite aggiuntivo in caso di familiari disabili, nell’ordine di 5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e di 7.500 euro in più per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

Reddito di cittadinanza extracomunitari, cosa serve in più?

I requisiti reddituali e patrimoniali prima descritti valgono per tutti i richiedenti, a prescindere dalla nazionalità. Per chi proviene da Stati extra UE però, occorre allegare alla richiesta di reddito di cittadinanza la certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana. Questo adempimento non va espletato se il richiedente risulta essere rifugiato politico.

Tra gli altri requisiti utili a poter rientrare nel sussidio, c’è quello che sottolinea come nessun componente nucleo familiare deve essere proprietario di autovetture che sono state immatricolate nei 6 mesi che precedono la domanda del sussidio o autoveicoli che hanno una cilindrata superiore a 1.6 cc. Non bisogna avere motoveicoli superiori a 250 cc immatricolati nei due anni che precedono l’istanza.

Reddito di cittadinanza, gli importi

Il reddito di cittadinanza per quanto riguarda gli importi è una integrazione al reddito del nucleo familiare richiedente fino al raggiungimento della cifra stabilità come soglia di povertà.

Per questo fin dall’avvio della misura si è parlato di 780 euro al mese, che è la soglia al di sotto della quale si vive in povertà secondo i dati Istat. Ma come viene calcolato per davvero il reddito di cittadinanza?

Il sistema è piuttosto semplice con una componente a integrazione del reddito ed una a integrazione dell’eventuale canone di affitto della casa sede della residenza del nucleo familiare del richiedente.

In pratica, la prima componente integra il reddito familiare fino a 500 euro al mese o meglio, a 6.000 euro annui. In pratica, un beneficiario con 200 euro di reddito mensile senza casa in affitto, riceverà di sussidio solo 300 euro al mese.

La parte di benefit relativa al cosiddetto affitto imputato invece è pari a 280 euro al mese. In definitiva, solo un soggetto con reddito zero e con casa in affitto arriva a percepire 780 euro al mese come la misura prevede. Oltre all’affitto, la misura prevede una integrazione nel caso di mutuo acquisto prima casa acceso dal beneficiario. In questo caso l’integrazione è di 150 euro al mese.

L’importo complessivo, sommate le due componenti, non può comunque superare i 9.360 euro annui moltiplicati per la scala di equivalenza di cui parlavamo prima e ridotti per il valore del reddito familiare. Sul sito del Ministero ci sono le tabelle relative all’integrazione al reddito che resta la parte più complicata da calcolare. Le soglie massime di integrazione sono:

  • 1 adulto 6.000,00 euro;
  • 1 adulto e 1 minore 7.200,00 euro;
  • 2 adulti 8.400,00 euro;
  • 2 adulti e 1 minore 9.600,00 euro;
  • 2 adulti e 2 minori 10.800,00 euro;
  • 2 adulti e 3 minori 12.000,00 euro;
  • 3 adulti e 2 minori 12.600,00 euro;
  • 4 adulti 12.600,00 euro.

Il versamento del reddito di cittadinanza ha decorrenza dal mese successivo a quello in cui viene effettuata la domanda. Una passaggio importante questo perché per i primi richiedenti, quelli che presentarono domanda a marzo 2019, la prima rata di reddito di cittadinanza è arrivata ad aprile.

Pertanto, questi beneficiari a settembre 2020 riceveranno l’ultima erogazione di reddito di cittadinanza spettante. Infatti il periodo di erogazione massima in continuità è pari a 18 mesi. Il reddito di cittadinanza comunque è rinnovabile per ulteriori 18 mesi, ma a condizione che i beneficiari delle prime 18 mensilità continuino ad avere i requisiti utili alla fruizione della misura.

Inoltre la richiesta dei secondi 18 mesi di beneficio può essere presentata dopo 30 giorni dall’incasso dell’ultima mensilità dei primi 18 mesi. Pertanto, chi a settembre percepirà l’ultima mensilità di sussidio, potrà presentare la domanda a fine ottobre. Una prassi che si ripeterà mese per mese in base alla data di presentazione delle prime domande ed in base alla data di incasso dell’ultima mensilità prevista.

Reddito di cittadinanza, come si presenta la domanda e come si incassa il sussidio

Le domande per il reddito di cittadinanza devono essere prodotte tramite i Centri di Assistenza Fiscale (CAF), tramite i Patronati o tramite Poste Italiane che ha sottolineato di accettare le domande dopo il giorno 5 di ogni mese (per questioni di affollamento degli uffici per i pagamenti delle pensioni).

Per via dell’emergenza epidemiologica relativa al Covid-19, è possibile presentare domanda anche in maniera indipendente da parte dei richiedenti, per il tramite del sito istituzionale dell’Inps.

In questo caso occorre aver ele credenziali di accesso dell’Istituto, il cosiddetto Pin dispositivo, o in alternativa, la Carta Nazionale dei Servizi, la Carta di identità elettronica o il Sistema Pubblico di identità digitale, lo Spid. Per presentare domanda autonomamente, occorre collegarsi al sito dell’Inps ed entrare nella sezione ’’reddito di cittadinanza/pensione di cittadinanza’’.

Dopo la domanda, l’Inps verificherà il diritto a rientrare nella misura da parte del richiedente e nel caso di verifiche positive, riconoscerà il beneficio.

Carta reddito di cittadinanza, come funziona?

Il sussidio mensile è erogato tramite una card simile alle comune Poste Pay e consegnata insieme al suo Pin proprio da Poste Italiane al beneficiario.

La Carta consente di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile di 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo, ma incrementato in base al numero di componenti il nucleo. Con la card si possono effettuare i pagamenti dell’affitto o la rata del mutuo, le utenze domestiche i servizi mensa scolastica.

La carta consente pure l’acquisto di beni di prima necessità presso gli esercizi commerciali convenzionati o farmaci e prodotti simili in farmacia. Si può acquistare e pagare di tutto, tranne che gratta e vinci ed altri giochi e lotterie che prevedono vincite in danaro, noleggio auto o imbarcazioni, armi, materiale per adulti, servizi finanziari e creditizi, servizi di trasferimento di denaro, servizi assicurativi, articoli di gioielleria, articoli di pellicceria, acquisti presso gallerie d’arte, acquisti in club privati, alcolici e per acquisti on line.

Reddito di cittadinanza, i soldi vanno spesi

Un altro vantaggio che offre la card del reddito di cittadinanza riguarda le bollette per le utenze domestiche. Infatti ai beneficiari della Carta sono estese le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e quelle del gas. In altri termini, si ottengono sconti sulle forniture per chi è beneficiario del reddito di cittadinanza.

Una cosa che va ricordata è che la ricarica mensile va spesa interamente per non rischiare di perdere parte del sussidio nelle ricariche successive. I soldi della ricarica devono essere spesi entro il mese successivo a quello di erogazione, perché l’importo non speso o non prelevato viene sottratto nella mensilità successiva, nei limiti del 20% del beneficio erogato.

Fanno eccezione gli importi ricevuti a titolo di arretrati. È prevista inoltre la decurtazione dalla Carta degli importi complessivamente non spesi o non prelevati nei sei mesi precedenti, ad eccezione di una mensilità.

Reddito di cittadinanza e patto di lavoro, come funziona

Per continuare a percepire il reddito di cittadinanza il beneficiario deve adempiere all’obbligo di sottoscrivere il patto di lavoro. Il richiedente e i suoi familiari in età da lavoro, devono dichiararsi immediatamente disponibili a lavorare, e devono aderire a quello che a tutti gli effetti sarà un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale. Bisognerà quindi rispettare le convocazioni presso i Centri per l’Impiego, accettare di svolgere lavori socialmente utili e frequentare eventuali corsi formativi e di riqualificazione lavorativa che gli stessi Uffici di Collocamento metteranno in piedi.

Come anticipato, devono rispettare questi obblighi i soggetti maggiorenni del nucleo familiare, che non sono occupati, che non hanno corsi di formazione e studio già avviati. La prassi di questa parte di politica attiva del lavoro che prevede il reddito di cittadinanza è molto chiara. Il beneficiario di norma viene convocato entro 30 giorni dall’assegnazione del beneficio, presso i Centri per l’Impiego. Lì il beneficiario sottoscriverà il patto di lavoro.

A patto sottoscritto, il richiedente dovrà collaborare con l’operatore addetto a seguirlo nella ricollocazione lavorativa (cosiddetto tutor, e nel caso accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue che arriveranno. Per chi si trova a rinnovare il sussidio e quindi a riceverlo per i secondi 18 mesi, per perdere il diritto al sussidio basterà rifiutare una sola offerta di lavoro congrua.

Un ultimo aspetto da sottolineare è il principio di congruità dell’offerta di occupazione. Per offerta congrua si intende una offerta che sia coerente con le esperienze e competenze maturate dal soggetto interessato, che sia in linea con le regole sulle distanze tra posto di lavoro e posto di residenza.