Autore: B.A

Reddito di cittadinanza

29
Lug 2020

Reddito di cittadinanza: con le ricariche di agosto arrivano i tagli al sussidio

L’Inps provvede a spiegare nel dettaglio l’entità dei tagli che subiranno le ricariche per chi non spende per intero quanto ha sulla card.

Partono i tagli sui pagamenti del reddito di cittadinanza, questa la notizia che molti siti hanno dato in questi giorni e che provengono da una nuova comunicazione Inps relativa proprio allo strumento di sostegno al reddito per persone e famiglie disagiate redditualmente. La notizia non deve allarmare i beneficiari del sussidio, perché si tratta dei tagli ampiamente conosciuti e di cui tutti avevano notizia fin dal primo momento in cui hanno fatto la conoscenza del sussidio tanto caro al Movimento 5 Stelle.

Si tratta dei tagli che vengono effettuati sulle ricariche successive a coloro i quali non riescono a spendere tutto ciò che gli è stato versato sulla card, il mese precedente. La novità e che questi tagli partiranno da agosto, come spiega direttamente l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale italiano che sul proprio portale ufficiale ieri 28 luglio è uscito con un nuovo messaggio.

L’Inps spiega i dettagli delle decurtazioni

Tagli fino al 20% massimo del sussidio assegnato mensilmente ai beneficiari che ne saranno vittima. A partire dal mese di agosto il reddito di cittadinanza subirà un taglio nel caso in cui non venga prelevato o speso per intero. Questo ciò che è stato previsto dal decreto attuativo che lo scorso 30 giugno è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale diventando efficace.

Il decreto prevede che, ciò che non viene speso o prelevato dai beneficiari, venga tagliato fino ad un massimo del 20% nel mese successivo. Inoltre viene previsto un taglio semestrale sulla parte eccedente l’importo mensile del Reddito di cittadinanza. L’Inps ha dato questa spiegazione ieri 28 luglio con un messaggio ufficiale pubblicato sul suo portale. Il messaggio in questione è il n° 2975. Con questa comunicazione, l’Inps illustra le modalità di attuazione delle decurtazioni.

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Reddito di cittadinanza, come funziona la decurtazione

Nel caso in cui i soldi non vengano spesi o prelevati del tutto, l’accredito del mese successivo verrà decurtato fino ad un massimo del 20%. La verifica dell’effettiva spesa mensile viene effettuata confrontando il saldo sulla carta Reddito di cittadinanza nell’ultimo giorno del mese e l’importo del beneficio mensile erogato nel mese. La decurtazione non scatta se il limite massimo dell’importo sottratto superare il 20% del beneficio mensile erogato. E non scatta nemmeno nel caso in cui l’importo è inferiore al 20% del beneficio minimo, cioè a 8 euro.

Poste Italiane provvederà a trasmettere le informazioni che permetteranno l’applicazione delle eventuali decurtazioni. Di conseguenza, i primi tagli mensili opereranno a partire dalla mensilità di settembre, mentre quelli semestrali da febbraio 2021. Occorre quindi che i beneficiari del reddito di cittadinanza spendano tutti i soldi presenti ogni mese sulla card, per non rischiare di vedersi ridurre l’ammontare delle ricariche successive e percepire un importo del sussidio inferiore a quello originariamente assegnato dall’Inps.