Autore: Giacomo Mazzarella

Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza: come farsi aumentare l’importo?

Quando intervengono cambiamenti reddituali, patrimoniali e di composizione delle famiglia, si può chiedere la rettifica del reddito di cittadinanza, ma come?

Lo strumento principale di contrasto alla povertà in Italia è il reddito di cittadinanza. Uno strumento che da oltre un anno e mezzo è in funzione con alterne fortune. Sicuramente la misura ha contribuito ad abbassare l’elevato numero di famiglie che gravano in condizioni di povertà, anche se lo scoppiare della pandemia e dell’emergenza economica susseguente di quella sanitaria, ha riportato in alto la percentuale di famiglie che non arrivano a fine mese.

Il reddito di cittadinanza comunque resta uno strumento di aiuto che mai come in questa fase emergenziale è stato importante. La crisi attuale però ha provocato in molte famiglie cambiamenti di condizione, anche in quelle famiglie che beneficiavano del sussidio. E adesso molte di queste famiglie si chiedono come fare ad aggiornare l’importo del reddito di cittadinanza al sopraggiunto aumento della precaria condizione.

Cosa si può modificare nel reddito di cittadinanza

Per capire come la pandemia abbia influito negativamente su molte famiglie basti pensare a chi ha perso il piccolo lavoretto che aveva e che il reddito di cittadinanza andava ad integrare. Un difetto del reddito di cittadinanza per come è strutturato sta nel fatto che è piuttosto rigido nel poter intercettare gli improvvisi e radicali rovesci economici che una famiglia può avere in qualsiasi momento, soprattutto di questi tempi.

La misura infatti prevede la possibilità di aggiornare e quindi modificare i dati anagrafici del richiedente il reddito di cittadinanza. È possibile in qualsiasi momento modificare il tutore, inserendone uno nuovo o eliminando il vecchio, cambiare il titolare della carta con cui si incassano le ricariche e anche aggiornare i dati relativi alla residenza del nucleo familiare del beneficiario.

In sostanza, un beneficiario del sussidio può rapidamente andare a modificare:

  • Le generalità del richiedente la carta e del tutore;
  • Luogo di residenza del richiedente e della famiglia beneficiaria;
  • Gli estremi del documento di riconoscimento;
  • Gli indirizzi per le comunicazioni.

Per correggere questi dati occorre rivolgersi direttamente alle sedi territoriali dell’Inps, o direttamente agli sportelli o tramite Posta elettronica certificata. Per la richiesta è necessario un documento di identità in corso di validità, la tessera sanitaria con il codice fiscale e la documentazione attestante la necessità di modifica dei dati.

Comunicare le variazioni che incidono sull’importo del beneficio

In caso di variazione del nucleo familiare rispetto a quanto dichiarato ai fini Isee, i nuclei stessi sono tenuti a presentare una nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) entro due mesi dalla variazione, pena la decadenza dal beneficio. In pratica, se in un nucleo familiare nasce un figlio o si verifica un decesso, occorre correre ai ripari in 60 giorni dalla data dell’evento.

Più che modifica della domanda del Rdc occorre intervenire sull’Isee, che poi l’Inps d’ufficio collegherà al nuovo sussidio erogato.

Solo se la variazione di composizione del nucleo familiare non proviene da decessi e nascite, occorre presentare una nuova domanda di Rdc. Entro 30 giorni dall’evento, occorre comunicare tramite modello “Rdc/Pdc-Com” eventuali perdite di posto di lavoro derivanti da dimissioni di ogni membro del nucleo familiare beneficiario del sussidio.

Stesso modello va usato, ma entro soli 15 giorni dall’evento, se la variazione riguarda il patrimonio immobiliare o il godimento di beni durevoli, come possono essere i cambiamenti di casa e di canone di affitto per esempio.

Entro 30 giorni dall’inizio di una nuova attività lavorativa o dal cambiamento delle condizioni reddituali di una famiglia, occorre presentare sempre il modello Rdc/Pdc-Com. Grazie a questo modello il reddito di cittadinanza può essere aggiornato dal punto di vista degli importi, sia in diminuzione che in aumento.