Autore: B.A

13
Mar 2020

Reddito di cittadinanza, arretrati di febbraio e ricarica di marzo le novità

Inps rallentata dal coronavirus, uffici a mezzo servizio, su rischia qualcosa per chi percepisce il sussidio?

La diffusione del Coronavirus sta comportando diversi rallentamenti negli uffici della Pubblica Amministrazione ed inevitabilmente anche per l’Inps. Il lavoro casalingo,lo smart working è ormai diffuso. Ma questo rallentamento mette a rischio le ricariche del reddito di cittadinanza o delle pensioni di cittadinanza? Una domanda che adesso molti si pongono. Vediamo cosa c’è da conoscere e che scenari ci sono.

Gli uffici hanno ridotto al minimo il personale. Lavora solo chi è addetto ai servizi indifferibili. Anche per l’Inps è lo stesso. Adesso c’è chi ha paura di subire ritardi nel pagamento del sussidio e c’è chi è ancora in attesa della rata de c’è chi teme che ciò possa comportare un ritardo nel pagamento della prossima mensilità del reddito di cittadinanza. E ci sono molti che hanno il reddito bloccato da gennaio, per problemi vari come possono essere anomalie della certificazione Isee.

Le indiscrezioni danno tra il 13 e il 17 marzo il giorno prestabilito per lo sblocco di queste mensilità sospese e per e per i pagamenti dei nuovi beneficiari, cioè di coloro che ha presentato domanda la prima volta a febbraio. L’Inps comunque non ha confermato queste indiscrezioni, e quindi non c’è carattere di ufficialità per queste date.

Reddito di cittadinanza di febbraio, e gli arretrati?

Molti beneficiari del reddito di cittadinanza alla fine di febbraio non hanno ricevuto la ricarica. Cine dicevamo, il problema è l’Isee. Ci sono molti che non lo hanno rinnovato e molti che lo hanno fatto ma che evidentemente hanno problematiche relative ad anomalie delle certificazioni. Un Isee difforme infatti, non consente all’Inps di pagare il sussidio visto che lo stesso Istituto ha deciso di pagare il sussidio a gennaio in base ai vecchi Isee, ma di sbloccare quelli di febbraio sono ad operazione rinnovo DSU avvenuta con successo.

Ricariche sospese

Le ricariche sono state sospese quindi, e non c’è alcuna comunicazione da parte dell’Inps che sottolinei con precisione quando i beneficiari otterranno quanto loro spettante. Altro dubbio è relativo alla mensilità di marzo, su cui voci e soprattutto paure da parte dei beneficiari, sottolineano possibili ritardi relativi al coronavirus. Ma come per le ricariche arretrate o i nuovi pagamenti, anche su questo non c’è nulla di ufficiale.

Quindi, appare presumibile che anche per la ricarica di marzo le date non cambieranno e pertanto dal 27 al 29 dovrebbero essere ricaricate. Tra le ipotesi delle ultime ore, sembra prendere campo l’ipotesi che spiega come proprio nelle canoniche giornate di pagamento mensile potrebbero essere accorpate anche le rate arretrate di febbraio. Si parla sempre di ipotesi, come ampiamente ribadito e sottolineato in precedenza. La cosa strana è che l’Inps non abbia ancora provveduto a comunicazioni ufficiali che fughino in maniera inequivocabile i dubbi e le perplessità che sono altamente diffuse.