Reddito di cittadinanza, 8 modifiche per renderlo più efficace: ecco cosa cambia

Reddito di cittadinanza, 8 modifiche per renderlo più efficace: ecco cosa cambia

Diverse le ipotesi di modifiche del reddito di cittadinanza, e tutte per arrivare a rendere il sussidio più efficace anche sul reinserimento lavorativo e sociale dei beneficiari

Se c’è una misura che necessita di determinati cambiamenti questa è il reddito di cittadinanza. Lo sanno tutti e sembra si siano convinti anche al governo, compresi quei partiti come il Movimento 5 Stelle che strenuamente difendono la misura.

Modifiche ad una misura perfettamente funzionante dal punto di vista dell’assistenzialismo, ma meno funzionale dal punto di vista delle politiche attive sul lavoro, come politiche di reinserimento sociale.

Numerose le proposte di correttivi, ma ce ne sono diverse che arrivano, come si legge anche sul Fatto Quotidiano, da “Alleanza contro la povertà”. Ecco come dovrebbe cambiare il reddito di cittadinanza nel 2022.

Reddito di cittadinanza, dal 2022 occorrono correttivi

I tempi per correggere il reddito di cittadinanza sono maturi. Infatti si sta per completare l’iter di istruttoria della manovra di Bilancio del governo Draghi. Ed in manovra potrebbero trovare spazio anche i correttivi alla misura di contrasto alla povertà.

Proposte di riforma della misura sono quotidiane. Oggi affrontiamo quelle promosse da Alleanza per la povertà.

Si tratta di una associazione nata alla fine del 2013, composta da diversi soggetti sociali che hanno come obbiettivo la costruzione di strumenti, politiche e iniziative volte a dare una mano al contrasto della povertà assoluta in Italia.

Il fatto che in Alleanza contro la povertà ci siano importanti soggetti sociali quali le Acli, ActionAid, Anci, Azione Cattolica Italiana (ACI), Cgil, Cisl, Uil, Comunità di Sant’Egidio, Forum Nazionale del Terzo Settore, Save the Children e Croce Rossa Italiana, rende le loro proposte piuttosto importanti e sicuramente da tenere in considerazione anche dai legislatori che stanno mettendo mano alla legge di Stabilità.

La misura è importantissima per contrastare la povertà in Italia

Come scrivono sul Fatto Quotidiano, le proposte di Alleanza contro la povertà sul reddito di cittadinanza, nascono da attente analisi, operazioni di ricerca, studi effettuati anche con la collaborazione di esperti del settore e docenti universitari.

E le proposte di modifica saranno inviate al governo proprio per verificarne la loro fattibilità in vista della legge di Bilancio.

L’associazione, così come il governo, è abbastanza favorevole alla misura, anche perché innegabilmente questo strumento di contrasto alla povertà è servito non poco per arginare le difficoltà delle famiglie in questi lunghi mesi di emergenza epidemiologica ed economica per il Covid.

Quali le proposte di modifica del reddito di cittadinanza

La misura pur se determinante come sostegno alle famiglie e ai singoli in difficoltà, viene accusata però di non riuscire ad intercettare una parte rilevante delle famiglie in povertà assoluta, cioè è poco equa.

La prima proposta è la correzione delle scale di equivalenza, quelle che oggi vengono accusate di essere poco indirizzate a coprire i reali fabbisogni delle famiglie numerose o con minori a carico.

Cambiare la scala di equivalenza dell’Isee in modo tale da estendere la platea a quelle che si stimano essere 400.000 famiglie oggi escluse dal sussidio per via dei limiti Isee troppo restrittivi.

Ma non si deve intervenire solo sulle platee dei beneficiari, estendendole. Infatti si propone pure di potenziare il sussidio dal punto di vista economico. Come? Erogando 1.800 euro all’anno in più alle famiglie che già beneficiano del sussidio.

Altre proposte di modifica

Se c’è una parte che viene considerata poco equa per il reddito di cittadinanza, questa è la parte relativa agli stranieri. Sono molte le famiglie straniere, in regola con in permessi i Italia, che non prendono il Rdc perché non hanno i 10 anni di residenza previsti in territorio italiano.

Ecco che si propone di estendere il beneficio alle famiglie regolarmente in Italia da 2 anni. Occorre poi correggere il vincolo del patrimonio mobiliare, rendendo più flessibile il limite. Per patrimonio immobiliare si parla naturalmente di carte di credito, carte di debito, conti correnti e così via.

Occorre allargare al reddito di cittadinanza ciò che si fa con il reddito di inclusione, cioè introdurre i punti unici di accesso per facilitare la presentazione delle domande per i richiedenti.

Inoltre, occorre potenziare la collaborazione tra Inps, Comuni, Anpal, Uffici di Collocamento e servizi sociali in modo tale da rendere più facile mettere in atto le politiche attive sul lavoro per i beneficiari.