Autore: Stefano Calicchio

INPS - Ammortizzatori sociali

Reddito di Emergenza 2020, interesse inferiore alle attese: finora 300mila domande

Il reddito di emergenza parte a rilento rispetto alle aspettative, ma il governo ha esteso i termini utili per presentare le domande fino al prossimo 31 luglio 2020.

Ci sono ancora diverse settimane di tempo per presentare le domande di accesso al reddito di emergenza, visto che la misura di welfare temporanea pensata per offrire un sostegno per chi è risultato colpito dalla crisi economica seguente al Coronavirus è disponibile fino al prossimo 31 luglio 2020. Il provvedimento è stato recentemente introdotto all’interno del decreto rilancio, con principi di funzionamento simili a quelli già testati attraverso il reddito di cittadinanza.

Nella pratica, l’intento del governo consiste nell’offrire un sostegno economico che va dalle 400 euro fino alle 840 euro (in quest’ultimo caso qualora nel nucleo familiare sia presente anche un disabile grave, oltre a tre minorenni) per due mensilità. Al momento si contano circa 300mila domande, delle quali 40mila sono state respinte per mancanza di requisiti oppure per errori commessi nella preparazione della pratica.

I numeri si scontrano quindi con le attese iniziali, soprattutto per quanto riguarda la platea potenziale del provvedimento. Le stime indicavano infatti che tra i due e i tre milioni di cittadini risultavano esclusi da ogni meccanismo di sostegno già presente prima della crisi o comunque approvato con i decreti emergenziali. Di questi, almeno un milione di persone avrebbero potenzialmente i requisiti per accedere al Rem.

TI POTREBBE INTERESSARE: Cassa Integrazione, per il Civ Inps i ritardi sono stati «una tempesta annunciata e prevedibile»

Reddito di Emergenza: ecco perché è stata prorogata la scadenza per la presentazione delle domande

Proprio in virtù della situazione appena descritta, il governo ha già deciso una proroga dei termini di adesione fino alla fine del mese corrente. D’altra parte, alla base dello scarso interesse verso la misura di welfare potrebbe esserci un mix di fattori diversi, che ne stanno rallentando la diffusione.

Da un lato il provvedimento non ha ricevuto la stessa attenzione mediatica di altre misure di welfare, come nel caso della cassa integrazione o dei bonus da 600 euro destinato a professionisti, precari o lavoratori autonomi. Una parte dei beneficiari potrebbe poi ritenere eccessivamente complicato l’iter di presentazione della pratica, anche considerando che il reddito di emergenza viene erogato solamente per due mensilità.

Infine, una parte dei potenziali richiedenti potrebbe aver già ripreso la propria attività lavorativa, stante l’arrivo della Fase 3 e il termine del blocco alla mobilità dovuto alle misure di contenimento decise all’interno del lockdown.

Come fare domanda per il reddito di emergenza

Stante la situazione, è comunque opportuno ricordare che l’invio della domanda di accesso al reddito di emergenza può essere effettuato anche rivolgendosi al proprio patronato di fiducia, che provvederà a gestire tutto l’iter di richiesta sollevando quindi il potenziale beneficiario dalle inevitabili complicazioni burocratiche.

Per poter richiedere il Rem serve avere la residenza in Italia, un reddito familiare ad aprile 2020 inferiore alla somma somministrata tramite il beneficio, un valore del patrimonio mobiliare inferiore a 10mila euro (estendibile fino a 20mila euro in base al numero di componenti del nucleo familiare) e un valore ISEE inferiore a 15mila euro al momento di presentazione della domanda.

Infine, è utile ricordare che il reddito di emergenza non risulta compatibile con membri del nucleo familiare che percepiscono una delle indennità previste con i decreti riguardanti il Coronavirus, così come gli altri sussidi di welfare (disoccupazione, reddito di cittadinanza, ecc) oppure con una pensione diretta o indiretta (con l’eccezione dell’assegno di invalidità).

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni anticipate e Quota 100: uscita dai 62 anni di età fino al 2021