Autore: B.A

Reddito di cittadinanza

Reddito di Cittadinanza, niente taglio, l’Inps ha sbagliato, ecco le novità

Il reddito di cittadinanza a settembre avrebbe dovuto subire il taglio percentuale sulle cifre di sussidio non spese in precedenza, ma c’è l’errata corrige dell’istituto

Il reddito di cittadinanza è una misura che concede un sussidio mensile, caricato sulla card gialla che Poste italiane consegna ai beneficiaria, per poter fare spesa, pagare le bollette e in piccola parte, prelevare in contanti. Una cosa che il decreto che lo ha varato, ha stabilito, è che ciò che viene erogato come reddito di cittadinanza ogni mese, deve essere speso dal beneficiario.

In caso contrario si rischia di perdere una parte del sussidio, una percentuale di quanto lasciano inutilizzato nelle mensilità precedenti, su quelle successive. L’applicazione di questa sorta di penalità non è mai stata applicata fino a settembre, mese le cui ricariche, stando a quanto previsto, avrebbero subito i tagli.

Ma pare che l’Inps si sia resa responsabile di un errore, che lo stesso Istituto sembra aver ammesso. Pertanto, nessun taglio è da attendersi per la ricarica che tra oggi e lunedì dovrebbe tra le altre cose, essere l’ultimo mese di sussidio previsto per i primi beneficiari che hanno completato i primi 18 mesi di beneficio.

L’errore Inps e le verifiche che devono essere ancora completate

A partire dal mese di settembre il reddito di cittadinanza avrebbe dovuto subire un importante taglio nel caso in cui il beneficiario interessato da questi tagli non avesse speso quanto incassato nei mesi precedenti.

La normativa infatti prevede che ciò che avanza del reddito di cittadinanza venga tagliato fino ad un massimo del 20% nel mese successivo. E poi ci sarebbe un taglio semestrale per la parte che eccede l’importo mensile del reddito di cittadinanza. Ma quest’ultimo non avrà impatto se non a febbraio 2021. Il taglio mensile invece è quello che si sarebbe dovuto abbattere sui beneficiari del sussidio già in vista di questa ricarica.

L’Inps però sembra che abbia annullato qualsiasi ipotesi di taglio, ammettendo un suo errore sulla pagina ufficiale di Facebook dell’Istituto. In base a cosa dice l’Istituto, il calcolo effettuato per dare il via alle decurtazioni è palesemente errato. Esistono infatti alcune tipologie di spesa che richiedono un ulteriore verifica. Ecco perché i tagli slitteranno a verifiche effettivamente completate. A settembre pertanto, non ci sarà alcun taglio e quindi l’importo verrà erogato come prima e come sempre.

L’entità delle decurtazioni, come funzionano

Occorre ricordare che il limite massimo di taglio che un beneficiario del sussidio può subire non può eccedere il 20% del beneficio mensile erogato e non speso. Poi, se l’importo è inferiore al 20% del beneficio minimo, cioè se sulla card rimangono 8 euro il taglio non si applica.

La verifica viene prodotta confrontando il saldo sulla carta del sussidio, nell’ultimo giorno del mese e l’importo del beneficio mensile erogato nel mese. Naturalmente nel saldo non si tiene conto di eventuali arretrati erogati nel semestre in corso o precedente e di ogni altra cifra presente non collegata direttamente alla ricarica del mese precedente.