Reddito di Cittadinanza, nella manovra finanziaria di dicembre la riforma: ecco cosa cambierà

Reddito di Cittadinanza, nella manovra finanziaria di dicembre la riforma: ecco cosa cambierà

Reddito di cittadinanza, ecco cosa si prepara nella legge di Bilancio.

Probabilmente cambierà di molto il reddito di cittadinanza rispetto a come lo abbiamo conosciuto in questi anni. Infatti si prepara un netto restyling della misura. La sua paventata abrogazione non sembra essere argomento di attualità, nonostante il pressing esterno ed interno alla maggioranza di governo.

Ma una sua rivisitazione, con alcuni correttivi rispetto a quanto fu stabilito all’inizio del funzionamento della misura, appare ogni giorno che passa più probabile. E l’occasione per mettere mano ad una misura che continua a far parlare di se è la legge di Bilancio ormai imminente.

La manovra finanziaria infatti è il contenitore adatto in cui inserire un provvedimento riformatore del genere. Ma cosa cambierà per la misura? Ecco le ultime indiscrezioni e cosa davvero sarà modificato sulla misura che resta il cavallo di battaglia dei grillini.

RdC, cosa cambierà nella legge di Bilancio

Ormai è chiaro che i punti più discutibili della misura non sono quelli che hanno a che fare con il perimetro assistenziale della misura. Piuttosto andrebbero corretti alcuni requisiti, andrebbe rivisto in meglio il valore del sussidio soprattutto per intercettare i casi di criticità reddituale più evidente nelle famiglie italiani.

E poi occorre forzare la mano sulle politiche attive del lavoro, perché se è vero che si tratta di un sussidio economico, è altrettanto vero che il reddito di cittadinanza nasce come strumento atto a ricollocare dal punto di vista sociale e soprattutto lavorativo i beneficiari.

Reddito di cittadinanza 2022, cosa cambia?

Rimodulazione dell’assegno, estensione della platea a cui è destinato e ricollocazione lavorativa dei beneficiari. Sono questi i punti cardine su cui probabilmente si andrà a mettere mano per quanto concerne il reddito di cittadinanza. Si parla infatti di:

  • Rimodulazione del requisito minimo di residenza in Italia per i beneficiari, che passa da 10 a 5 anni;
  • Rivisitazione delle regole di calcolo del sussidio, con modifiche profonde alla scala di equivalenza a vantaggio delle famiglie numerose rispetto ai single;
  • Regole stringenti e controlli a tappeto contro i furbetti del reddito di cittadinanza;
  • Collegamento sempre maggiore tra mero sussidio e politiche attive sul lavoro.

L’ultimo punto probabilmente è quello determinante e più atteso. Infatti sarà anche vero che c’è chi pensa che i beneficiari del sussidio siano soggetti privi di volontà di lavorare. Ma così non lo è, perché ci sono tanti beneficiari del reddito di cittadinanza che riponevano nella misura, la speranza di trovare un futuro lavorativo migliore.

Ed è probabile che verranno adottati nuovi strumenti finanziati proprio per rendere possibile l’operazione ricollocazione lavorativa di chi percepisce sussidi statali. Infatti utilizzando i soldi del Recovery Plan, con il Piano di Ripresa e Resilienza, potrebbero nascere piani come quello denominato GOL, acronimo di Garanzia Occupazione Lavoratori.

Entro 3 anni infatti si prevede di reinserire ben 3.000 lavoratori nel mondo del lavoro, e saranno presi, come preferenza, dal mondo dei sussidi e degli ammortizzatori sociali. In pratica, tra cassa integrati, percettori di Naspi e appunto, beneficiari del Reddito di cittadinanza. Leggi anche: Reddito di cittadinanza e assegno unico figli: come si ottiene il beneficio aggiuntivo e quando