Autore: B.A

Reddito di cittadinanza

Reddito di Cittadinanza: dati allarmanti dall’Anpal, pochi avrebbero trovato lavoro

Durante l’incontro tra Salvini, Parisi e Durigon, pare siano emersi dati che dimostrano come la misura non sta funzionando per come era nata

Su 2,5 milioni di persone che sono dentro il programma del reddito di cittadinanza, cioè che lo percepiscono, solo 65.000 lavorano. Questo ciò che sembra sia emerso all’Anpal nell’incontro tra il Presidente dell’Agenzia, Parisi, con Matteo Salvini e Claudio Durigon. In base a questi numeri, non ci sono dubbi sul fatto che il reddito di cittadinanza stia funzionando poco, per lo meno dal punto di vista del lato meno assistenziale della misura, cioè sulla ricollocazione al lavoro.

Reddito di cittadinanza: i numeri di Anpal

Solo il 2,6%, cioè solo 65.000 persone su 2,5 milioni di beneficiari del sussidio, sono stati ricollocati al lavoro. Numenri che Parisi ha prodotto ai due esponenti della Lega, come riporta il sito “affariitaliani”. Il reddito di cittadinanza è una misura nata con il duplice obbiettivo di ridare ossigeno e aiuto reddituale a famiglie e persone in difficoltà, e di ricollocare socialmente e lavorativamente queste persone. Sul secondo obbiettivo i numeri che Anpal avrebbe snocciolato a Salvini e Durigon, certificherebbero il fallimento dello strumento. Il Reddito di Cittadinanza fin qui non ha funzionato quindi.

L’incontro tra Matteo Salvini e il presidente dell’Anpal Domenico Parisi, nasceva per fare un quadro sulla situazione dei centri dell’impiego e dei navigator e sull’effettiva efficacia della misura. Il mancato funzionamento della misura è da ricercare non nella crisi economica ma piuttosto nel meccanismo della misura. Infatti sembra siano emersi dati molto negativi sul funzionamento di tutta la struttura.

Cosa è emerso nell’incontro

«Abbiamo 2 milioni e mezzo di percettori del reddito di cittadinanza, di questi 1 milione è abile al lavoro e tra questi 500 mila sono stati convocati per siglare il patto che introduce alla ricerca del lavoro. La cifra di persone che effettivamente lo ha trovato è di appena 65 mila unità, ma di questi solo 17 mila a tempo indeterminato, i restanti 58 mila hanno ottenuto occupazioni a tempo», questo ciò che Parisi ha detto secondo il sito “affariitaliani.it”.

Anche da Salvini le parole non sono state certo buone nei confronti della misura, che come si sa è un cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, che la Lega approvò quando era al governo proprio con i grillini. Salvini ha spiegato che sono 20mila le persone beneficiarie che a seguito dei controlli, hanno perso il sussidio e in 120 mila, anche se convocati per siglare l’accordo con i centri per l’impiego, e per essere assegnati ai navigator non si sono presentati.

Anche questo un brutto spaccato della misura, che adesso sembra essere finita al centro di una diatriba tra Pd e Movimento 5 Stelle, cioè nella nuova maggioranza di governo, tra chi continua a reputarla una buona misura e chi vorrebbe se non addirittura abrogarla, quanto meno rivisitarla. Resta il fatto che stando a quelli che sembrano numeri fuoriusciti dall’Agenzia che se ne occupa, la misura non è che abbia funzionato bene.