Recovery plan: ecco cosa prevede la nuova bozza

Recovery plan: ecco cosa prevede la nuova bozza

I progetti contenuti nella bozza del Recovery Plan sono davvero numerosi e interessano vari settori. Il documento verrà esaminato nel prossimo Consiglio dei Ministri.

Il documento di Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è stato inviato negli scorsi giorni dal Governo ai rappresentanti dei partiti di maggioranza. Nella bozza sono presenti numerosi progetti che spaziano in vari settori tra cui il turismo, l’ecologia e le infrastrutture. Sono 222,03 miliardi le risorse destinate alla realizzazione di tali progetti presenti all’interno della bozza del nuovo Recovery Plan.

Il documento, secondo quanto riportato all’interno della bozza, verrà analizzato durante il prossimo Consiglio dei Ministri e rappresenterà la base di discussione per il confronto con Parlamento, Istituzioni regionali e locali, forze economiche e sociali, Terzo Settore e reti di cittadinanza, per l’adozione definitiva del Piano “Next Generation Italia”.

Recovery plan: i dettagli della bozza

Il Recovery plan al quale il Governo sta lavorando ha l’obiettivo di aumentare il volume degli investimenti in numerosi settori.

Infrastrutture

I fondi destinati alle infrastrutture salgono a 32 miliardi, nello specifico 28,3 miliardi sono per l’Alta velocità di rete e manutenzione stradale 4.0 e 3,7 miliardi di euro per le Intermodalità e logistica integrata. Lo scopo è in questo caso quello di mettere in sicurezza e monitorare in maniera digitale viadotti e i ponti stradali nelle zona d’Italia in cui ci sono più problemi.

Sul fronte ferroviario sono previsti interventi specifici allo scopo di potenziare le ferrovie del Sud Italia. Sono poi previsti finanziamenti per i porti del Mezzogiorno e per rinnovare le flotte portuali, dei mezzi di terra e per la navigazione fluviale oltre che alcuni investimenti per i porti di Genova e di Trieste.

Turismo

I fondi destinati al turismo sono stati più che raddoppiati. Nel documento vengono infatti stanziati 8 miliardi di euro per la componente Turismo e cultura, più del doppio rispetto ai 3,5 miliardi della bozza del piano del 30 dicembre. Le misure per il turismo hanno lo scopo di aiutare nella ripresa uno dei settori messo più in crisi dalle misure restrittive legate alla pandemia di Covid-19.

Rivoluzione verde

I fondi del Next Generation EU destinati alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica scendono a 69 miliardi di euro: sono stati tagliati infatti 5 miliardi rispetto al precedente stanziamento di 74 miliardi di euro riservato alla missione green.

Nello specifico le quattro componenti sono:

  • agricoltura sostenibile ed economia circolare con 5,5 miliardi
  • energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile con 18,2 miliardi
  • efficienza energetica e riqualificazione degli edifici con 30,7 miliardi
  • tutela del territorio e della risorsa idrico con 14,5 miliardi

Digitalizzazione

Per la “digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA" il Piano Recovery ha stanziato 11,3 miliardi. Per l’ambito della «digitalizzazione, ricerca e sviluppo e innovazione del sistema produttivo» in cui rientra anche la Transizione 4.0 sono stati previsti circa 26,6 miliardi.

Sanità

Con l’aumento dei fondi previsto nella nuova versione del Pnrr, alla sanità viene destinato poco meno del 9% del totale dei 222 miliardi del Next Generation EU.

A questo settore verranno destinati precisamente 19,7 miliardi divisi in:

  • assistenza di prossimità e telemedicina con 7,9 miliardi
  • innovazione dell’assistenza sanitaria con 11,8 miliardi

Ricordiamo che nella prima bozza, il Recovery plan prevedeva solo 9 miliardi per la sanità.

Sud Italia

Gli investimenti per il Sud sono trasversali a tutte le missioni e i progetti previsti all’interno del Recovery plan del Governo. Gli investimenti per il Meridione sono il 50% del totale stando al calcolo fatto dalle valutazioni congiunte del Ministero dell’Economia e del Ministero per il Sud e la coesione territoriale.

Giovani e donne

I giovani e le donne sono una delle priorità dei questo Piano e, proprio come il Sud, anche in questo caso non sono affidati a singoli interventi mirati ma piuttosto sono perseguiti da tutte le missioni del PNRR.