Autore: G.M

11
Set

Quota 100 verrà ritoccata o no? quota 102 è una ipotesi reale? ecco le novità

Continuano le ipotesi di intervento in materia previdenziale da parte del governo Conte Bis che ha ottenuto la fiducia

Se non è l’argomento più spinoso per il governo Conte, sicuramente le pensioni e soprattutto quota 100 sono tra gli argomenti di maggiore interesse pubblico. Il governo Conte Bis ormai è pienamente operativo ed è legittimato a lavorare dopo aver spuntato anche in Senato la fiducia da parte del Parlamento. Nemmeno il tempo di digerire le difficili giornate parlamentari e la fiducia ottenuta che il governo riceve già le prime avvisaglie di quello che è un tema caro a molti e sul quale anche i sindacati vogliono risposte, cioè le pensioni.

Proprio le tre sigle sindacali maggiori, cioè Cgil, Cisl e Uil oggi hanno presentato una richiesta ufficiale di audizione al Premier Conte anticipando l’intenzione di lanciare una manifestazione unitaria a Roma per la metà del mese di novembre. Il taglio del cuneo fiscale di cui tanto hanno parlato i partiti di maggioranza (PD, M5S e Leu) in questi giorni, con la conferma circa la volontà di intervenire sul costo del lavoro, sopraggiunta dalle dichiarazioni di Conte in Parlamento, hanno sortito un duplice effetto per le parti sociali. Prima di tutto appare evidente che il governo, essendo pienamente in funzione è già all’opera per varare la legge di Bilancio. Inoltre, il taglio del cuneo fiscale sembra essere destinato solo ai lavoratori dipendenti, lasciando fuori i pensionati. Due effetti che evidentemente hanno spinto i sindacati ad accelerare le operazioni e le loro richieste.

I piani del governo in materia pensionistica

Il pomo della discordia, probabilmente non l’unico tra Pd e Movimento 5 Stelle, le due forze politiche maggiori del nuovo governo su quota 100 appaiono su posizioni differenti. Lo confermano le dichiarazioni differenti che arrivano dai rappresentanti delle due forze politiche. Lo hanno detto il neo Ministro Nunzia Catalfo, dopo che lo aveva affermato già il sottosegretario Fraccaro e addirittura il leader del Movimento 5 Stelle Di Maio. Dal Pd però sembra trasparire l’intenzione di operare in maniera differente. Dal momento che cancellare quota 100 improvvisamente potrebbe rivelarsi un boomerang in termini di consenso elettorale oltre che un potenziale errore che causerebbe un problema simile agli esodati della Legge Fornero, l’idea più diffusa sembra essere quella di rivisitare la misura. La quota 100 è stata preparata in versione sperimentale dal governo Lega-M5S e valida fino a tutto il 2021.

I soldi per le coperture della misura sono stati già messi nel piatto dalla scorsa manovra di Bilancio giallo-verde e per tutti e tre glia anni. I numeri che il Presidente dell?inps Tridico ha presentato lunedì però dimostrano come la quota 100 abbia prodotto meno pensionati di quelli che ci si aspettava già nel primo anno di attuazione, cioè l’anno corrente. Ci sono soldi stanziati ed inutilizzati che viste le precarie casse dello Stato e viste le altre urgenze del governo, dall’aumento dell’Iva al cuneo fiscale, potrebbero servire. I soldi di quota 100 quindi potrebbero fare gola, ben oltre quelli che si sono risparmiati quest’anno visto che ci sono il 30% di domande in meno presentate rispetto alle previsioni.

Ecco perché è sempre in piedi, anche se solo una ipotesi, la rivisitazione di quota 100 che ne ridurrebbe il perimetro di applicazione. Si pensa per esempio ad aumentare l’età minima di uscita, portandola dagli attuali 62 fino a 64 anni. In questo caso si potrebbe benissimo parlare di quota 102. In alternativa si potrebbe scegliere di aumentare a 39 anni il limite di contribuzione previdenziale minima richiesta. Entrambe le soluzioni sarebbero indirizzate a ridurre la platea dei potenziali beneficiari di quota 100, risparmiando ancora altri soldi tra quelli che il precedente governo a messo a disposizione. Ultima ipotesi sarebbe quella di bloccare quota 100 al 31 dicembre 2020, tagliandola di un solo anno e detonando in parte il pericolo di lasciare senza lavoro e senza pensione soggetti che magari in questi mesi hanno siglato accordi con i datori di lavoro per abbandonare i posti di lavoro con la quota 100.