Quota 100: aumentano le possibilità di conferma, come funzionerebbe?

Quota 100: aumentano le possibilità di conferma, come funzionerebbe?

Come potrebbe cambiare la quota 100 nel 2022 e perché adesso potrebbe essere confermata

La quota 100 è misura nata con la legislatura attuale, anche se con un governo diverso da quello in corso. Era il primo governo Presieduto da Giuseppe Conte, quello del doppio Vice Premier con Salvini e Di Maio, quello giallo-verde, con Movimento 5 Stelle e Lega insieme in maggioranza.

Poi si passò al governo Conte bis, senza la Lega e con PD, Leu e Italia Viva al posto di Salvini e soci ad affiancare il Movimento 5 Stelle. E la quota 100 continuò la sua sperimentazione nonostante non piacesse al Centrosinistra. Il nuovo esecutivo Draghi ha confermato la misura fino alla sua scadenza naturale, cioè fino al 31 dicembre prossimo.

Mai come adesso però, la quota 100 potrebbe addirittura essere riconfermata, uno scenario inimmaginabile fino a poche settimane fa.
Perché adesso tutto è cambiato? Lo si deve alla recente audizione di Pasquale Tridico a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

Cosa è cambiato adesso?

Sono molti quelli che sostengono come alla fine per evitare lo scalone del post quota 100, la misura andrebbe semplicemente confermata oltre il 31 dicembre 2021. Dal momento che la misura è nata in questa legislatura, c’è chi sostiene che la stessa dovrebbe essere confermata fino a fine legislatura.

Praticamente impossibile però che la misura resti davvero oltre il 31 dicembre prossimo, o almeno, non così come oggi. Lo si capisce bene da una proposta dell’Inps, presentata durante la narrazione di Tridico in Parlamento per il consueto rapporto annuale dell’Istituto.

La quota 100 cambia aspetto

Una quota 100 da confermare, ma modificando i requisiti. Questa la proposta dell’Inps che scaturisce da una convinzione ormai marcata che è quella che sostiene come siano stati in minima parte i quotisti puri a sfruttare la quota 100. Pochi pensionati a 62 anni quindi, e allora tanto vale portare l’età pensionabile al limite più usato, cioè dei 64 anni.

La nuova quota 100 infatti potrebbe avere come prima finestra anagrafica di uscita proprio i 64 anni. Risolto un primo nodo della quota 100 originaria, cioè quello di una età pensionabile evidentemente troppo prematura, la proposta di Tridico e del suo Istituto previdenziale riguarda la carriera dei lavoratori a cui verrebbe consentito l’accesso alla misura.

Basta coi 38 anni di contributi necessari. Un fardello ritenuto dai più piuttosto duro da superare. Per questo l’idea è di abbassare la soglia a 36 anni di contributi necessari. La nuova versione di quota 100 sarebbe quindi con una combinazione di ingresso a 64+36, una misura flessibile che proseguirebbe sulla falsariga della precedente.

Ma non sarebbe priva di controindicazioni. Difatti l’idea è di rendere obbligatorio il ricalcolo contributivo dell’assegno. Un deterrente all’utilizzo della misura, questo è evidente, ma che non ha nulla di strano perché una misura per essere flessibile deve essere piena di pro e di contro. Altrimenti non ci sarebbe opzione, e tutti la userebbero. E le misure, qualsiasi esse siano, devono essere preparate con un occhio ai conti pubblici. Leggi anche: Pensione con 5 anni di anticipo: entro settembre la domanda