Autore: B.A

Quanto pagare esattamente badanti e colf? ecco le cifre

Stipendio mensile, a ora, full time, part time e contributi previdenziali, ecco tutto ciò che bisogna sapere.

Retribuzione, stipendio, paga oraria, paga mensile e contributi previdenziali sono tutti fattori che interessano molto sia i lavoratori domestici che i datori di lavoro del settore domestico. Da qualche giorno sono stati adeguati i minimi contrattuali del settore, con la presentazione delle nuove tabelle valide per tutto il corrente anno 2020. Ma sono aumentati anche i contributi previdenziali che il datore di lavoro è tenuto a versare.
Per capire quanto è giusto erogare di stipendio ad una colf piuttosto che una badante e quanto è giusto ricevere, se il quesito si ribalta dal punto di vista dei lavoratori, il primo tassello è l’inquadramento. Vediamo di chiarire nello specifico tutti i dettagli del rapporto di lavoro nel settore dei collaboratori domestici in genere.

La questione dell’inquadramento

Qualsiasi lavoratore, anche quello domestico, ha diritto al corretto inquadramento. Inoltre, ogni lavoratore ha diritto a svolgere il suo compito, entro un determinato orario di lavoro. Orario di lavoro e inquadramento sono i fattori determinanti per stabilire il corretto pagamento degli stipendi per badanti, baby sitter, colf e così via.
Secondo il contratto collettivo dei lavoratori domestici, le colf, le badanti e tutti i collaboratori vanno inquadrati in quattro livelli:

  • Livello A: collaboratori familiari generici, non addetti all’assistenza di persone e con esperienza professionale inferiore a 12 mesi;
  • Livello AS: collaboratori che svolgono con competenza le proprie mansioni sotto il diretto controllo del datore di lavoro;
  • Livello B e BS: collaboratori familiari che svolgono in autonomia ed esecutività, le proprie mansioni, anche se a livello esecutivo;
  • Livello C e CS: collaboratori familiari che hanno specifiche conoscenze e competenze;
  • Livello D e DS: collaboratori familiari che ricoprono specifiche posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale o coordinamento.

Per quanto concerne gli orari di lavoro, il CCNL prevede dei limiti. Infatti in base al contratto collettivo per il lavoro domestico, l’orario settimanale di lavoro non può in nessun caso essere superiore a:

  • 54 ore per i lavoratori conviventi a pieno servizio;
  • 30 ore per i lavoratori conviventi a servizio ridotto;
  • 40 ore per i lavoratori non conviventi.

Quanto vanno pagati i lavoratori?

La paga oraria minima dei lavoratori domestici varia a seconda del livello d’inquadramento ed in base all’orario di lavoro svolto e come dicevamo, da qualche giorno sono stati aggiornati i nuovi minimi che sono:

1) Paga oraria

  • A: 4,62 euro;
  • AS: 5,45euro;
  • B: 5,78 euro;
  • BS: 6,13 euro;
  • C: 6,48 euro;
  • CS: 6,83 euro; 7,35 se addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, come sostituti del titolare;
  • D: 7,88 euro;
  • DS: 8,22 euro; 8,86 se addetti all’assistenza di persone non autosufficienti come sostituti del titolare;

Al lavoratore vanno corrisposte anche le indennità di vitto e alloggio che sono:

  • pranzo e cena 1,96 euro cadauna;
  • alloggio 1,69 euro.

2) Paga mensile

  • DS: 1.215,53 euro ;
  • Per assistenza notturna: € 1.387,89;
  • D: € 1.157,65
  • CS: € 984,01;
  • Per assistenza notturna: € 1.131,60;
  • C: € 926,14;
  • 671,43 euro se conviventi fino a 30 ore settimanali;
  • BS: 868,24;
  • Per assistenza notturna: € 998,47;
  • 607,78 euro se conviventi fino a 30 ore settimanali;
  • B: 810,36;
  • € 578,83 se conviventi fino a 30 ore settimanali;
  • AS: € 752,48;
  • A: € 636,71;
  • Indennità di funzione lavoratori conviventi livelli D e DS 171,18 euro.

Contributi previdenziali lavoratori domestici

Anche i contributi previdenziali per i lavoratori domestici sono aumentati nel 2020. I contributi previdenziali vanno calcolati e versati per ogni ora di lavoro. Nel caso in cui l’assunzione di lavoratore è a tempo determinato, occorre versare un surplus addizionale per coprire la disoccupazione indennizzata Inps. Una quota dei contributi previdenziali è a carico del lavoratore. I contributi previdenziali vanno versati all’INPS tramite o bollettini MAV. Il versamento è trimestrale, e vanno pagati tra il giorno uno ed il giorno 10 dei mesi di aprile, luglio, ottobre e gennaio.