Autore: B.A

Pensione

15
Giu 2020

Pensioni: uscite 2020 per i nati nel 1953, 1957 e 1958

Entro dicembre ci sono misure che permettono il pensionamento a 67, 63 e 62 anni.

Il sistema previdenziale italiano è ancora oggi legato alle norme pensionistiche della riforma Fornero. Nonostante ripetuti interventi pressoché annuali, in ogni manovra finanziaria, senza una profonda riforma del sistema, inevitabilmente la legge Fornero continua a funzionare.

Molte le misure varate negli anni, che hanno cercato di ritoccare la legge Fornero, ma sono stati interventi tampone che hanno riguardato solo alcune piccole frange di lavoratori, senza rifirmare in profondità il sistema. Ma si tratta pur sempre di misure che hanno consentito e consentiranno a qualcuno di lasciare il lavoro. Vediamo da qui a fine anno chi sono e con quali misure potranno lasciare il lavoro con le varie misure previste.

I nati nel 1953, c’è la pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è una misura che ha subito negli anni un inasprimento relativi alla aspettativa di vita. Dal gennaio 2019 per accedere alla quiescenza di vecchiaia servono 20 anni di contributi versati e 67 anni di età.

Si tratta della misura che pertanto, fino al 31 dicembre prossimo consentirà a chi è nato nel 1953 e che quindi, compie 67 anni nel 2020, di uscire dal lavoro una volta completato anche i 29 anni di contributi a qualsiasi titolo versati. Nessuna distinzione di genere, perché questo doppio requisito è identico per maschi e femmine.

Ape sociale ai nati nel 1957

Esiste una misura sperimentale, che scade il 31 dicembre prossimo e che consente di accedere alla pensione già a 63 anni. Si tratta dell’Ape social, che pertanto permette l’uscita già ai nati nel 1957. Si tratta di una possibilità anche per chi è nato nel 1956, nel 1955 e nel 1954, perché i 63 anni sono la soglia minima che permette di accedere alla misura.

Servono però anche 36 anni di contributi per i lavoratori gravosi e 30 anni per i disoccupati, gli invalidi e i caregivers. La misura infatti non è aperta a tutti,ma solo a quelle determinate categorie di soggetti.

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Ancora quota 100, anche per i nati nel 1958

Infine c’è un’altra misura che consente uno scivolo anticipato per la quiescenza. Si tratta della quota 100, misura questa che consente l’uscita a 62 anni di età (quindi i nati nel 1958), con 35 anno di contributi.

Rispetto all’Ape social la quota 100 è reversibile a coniuge o eredi beneficiari in caso di decesso del pensionato, e prevede la tredicesima.

Possono accedervi fino al 2020 (la misura però vale design fino a tutto il 2021) i nati nel 1958, nel 1957, 1956, 1955 e 1954, che possono sfruttare da pochi mesi e fino a 5 anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. Su quota 100 però grava una finestra trimestrale di attesa tra maturazione del diritto e decorrenza della pensione.