Pensioni ultime news: pronti i decreti attuati per l’Ape. Approvazione entro Pasqua

Ultime news pensioni: nel Consiglio dei Ministri di Pasqua verrà approvati i decreti attuativi per l’Ape social. Ecco come saranno strutturati e quali sono i requisiti.

Ultime news pensioni: in arrivo l’approvazione dei decreti attuativi per l’Ape sociale. Dopo l’incontro tra sindacati e governo, che si è svolto il 6 aprile 2017, sembra che si sia giunti ad una decisione finale e che le novità per l’Ape saranno approvate nel prossimo Consiglio dei Ministri.

Con quello che viene chiamato decreto franchigia si arriva quindi ad un punto di svolta per i requisiti dell’Ape sociale, a cui si potrà fare domanda a partire dal 1° maggio 2017.
Si comincia però anche ad intravedere l’arrivo di una vera e propria graduatoria per l’Ape, dal momento che con l’approvazione dei decreti attuativi saranno più lavoratori del previsto a potervi accedere.

Di seguito vediamo quali saranno i criteri per poter accedere all’Ape social, quando arriveranno i decreti attuativi e come potrebbe essere strutturata la graduatoria dell’Ape.
Tutte le ultime news sulla riforma delle pensioni della giornata le potete leggere di seguito.

Pensioni ultime news: requisiti dei decreti attuativi

Per i lavori gravosi è stato stabilito quello che è stato chiamato decreto franchigia, ossia un decreto che prevede una franchigia di 12 mesi per alcune classi di lavoratori.
Una richiesta che era stata avanzata dai sindacati e che è giunta ad un’approvazione parziale, dal momento che si chiedevano 24 mesi di franchigia.

Questo vorrà dire che i lavoratori che svolgono mansioni usuranti potranno accedere all’Ape social con 6 anni di lavoro (in una delle mansioni usuranti) in 7 anni di vita, ossia potranno avere un anno di disoccupazione.
Come abbiamo già messo in luce ieri, i problemi saranno per i lavoratori del settore edile, che non rientreranno in questo conteggio.

Il decreto in questione verrà approvato nel prossimo Consiglio dei Ministri che si terrà la prossima settimana, prima della Pasqua. In questo modo dal 1°maggio 2017 si potranno inviare le domande per accedere all’Ape social.
I requisiti richiesti saranno i seguenti:

  • 63 anni di età;
  • 36 anni di contributi;
  • 6 anni di lavoro in mansioni usuranti spalmati in 7 anni di lavoro.

Sarà necessaria una certificazione degli anni di lavoro nei mestieri usuranti, ma non ci sono ancora delle specifiche per quanto riguarda la questione attualmente. Delle delucidazioni sul tipo di documento da presentare verranno date durante con l’approvazione dei decreti attuativi.

Pensioni ultime news: le prossime tappe per la riforma

Se per l’Ape sociale la questione sembra essere risolta e i decreti essere stati stabiliti, non si può dire lo stesso per gli altri punti della riforma delle pensioni.
A mancare all’appello sono infatti le linee guida per l’Ape volontaria, quella aziendale, ma anche per le altre novità.

Il percorso è ancora piuttosto lungo dal momento che, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dovranno essere date le indicazioni operative dal Ministro del Lavoro e dall’Inps.
Il percorso quindi potrebbe essere solo all’inizio e si potrebbe attendere ancora molto prima dell’arrivo dell’attuazione.

Nel frattempo il 13 aprile si terrà un nuovo tavolo per discutere di queste problematiche e del ritardo dell’arrivo dei decreti attuativi. In questa giornata sindacati e governo si scontreranno sulle principali tematiche dell’Ape e verrà ripresa anche la discussione sulla Quota 41.

Dopo questo incontro ne è stato fissato già un secondo che avverrà il 4 maggio e che servirà a fare il punto della situazione sulla situazione dei giovani. Poletti ha infatti affermato:
“faremo un lavoro di approfondimento per un’analisi degli elementi numerici, delle platee a cui si riferisce. Ci rivolgiamo a giovani con carriere discontinue, ma dobbiamo capire quali sono gli elementi precisi che definiscono lo platee.”

Poletti ha poi messo in luce l’importanza attuale della previdenza complementare, che sarà oggetto di studio e di dialogo nel prossimo tavolo di discussione tra sindacati e governo.