Autore: B.A

INPS - Disabilità

Pensioni: tutte le patologie invalidanti Inps

Quali sono le patologie Inps che prevedono la riduzione della capacità lavorativa

Quali sono le patologie, le malattie, gli handicap e le menomazioni che danno diritto eventualmente alla riduzione della capacità lavorativa e a richiedere l’invalidità. Una domanda comune a molti lavoratori per una materia alquanto complicata da comprendere. Ecco perché è necessario fare un riepilogo di tutte queste malattie che l’Inps reputa tali da assegnare al soggetto interessato la riduzione della sua capacità lavorativa e la conseguente eventuale pensione di invalidità. Un elenco dettagliato con tanto di percentuali come si può leggere sul sito dell’Inps.

Malattie, riduzione della capacità lavorativa e invalidità

In base a quello che prevede l’Inps, sono numerose le malattie e le menomazioni alle quali l’Istituto collega una determinata percentuale d’invalidità. Non si tratta di cose di poco conto perché tale elenco potrebbe permettere a molti di poter avere accesso alla pensione di inabilità o invalidità.

Infatti il riconoscimento di una percentuale di invalidità da parte dell’Inps può essere molto importante per una forma di pensione ma anche altri benefici relativi alla legge 104. Naturalmente non tutte le patologie sono riconosciute dall’Istituto cine invalidanti, ecco perché conoscere l’elenco può essere importante. Sul portale ufficiale dell’istituto previdenziale, c’è l’elenco diviso per macro aree di patologia.

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Ecco le patologie invalidanti per l’Inps

Prima di tutto occorre sottolineare che ci sono patologie che danno diritto al riconoscimento della invalidità, mentre altre, che presuppongono la non autosufficienza, possono dare diritto a diverse prestazioni assistenziali, tra cui l’indennità di accompagnamento.

Per invalidità quindi, si intende la riduzione della capacità lavorativa della persona, derivante da un’infermità o da una menomazione. Naturalmente questa definizione Si applica a persone sopra i 18 anni di età e fino a 65 anni. Infatti per i minorenni e per gli over 65, non essendo in età lavorativa, la valutazione dell’invalidità non si basa sulla capacità lavorativa, ma sulla capacità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

Per handicap si intende invece lo svantaggio sociale derivante da un’infermità o una menomazione, fisica e psichica che causa nel portatore, difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.
Per non autosufficienza si intende l’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza permanente di un soggetto terzo.

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Invalidità civile e invalidità Inps, cosa sono?

Quando si parla di invalidità occorre distinguere tra invalidità civile e invalidità Inps. L’invalidità civile, è quella che da diritto alle prestazioni di assistenza come la pensione d’inabilità civile o l’assegno per invalidi civili parziali. L’invalidità civile parla di riduzione della capacità lavorativa generica. Diverso invece il caso dell’invalidità Inps.

Per tale invalidità si valuta la riduzione della capacità lavorativa in rapporto alla specifica professione del richiedente, alle mansioni e così via. Per l’Inps comunque, le patologie sono molteplici e tutte hanno un diverso grado di invalidità tale da giustificare la riduzione della capacità lavorativa.

Sul sito ci sono le tabelle che riportiamo qui letteralmente in modo tale da avere un quadro preciso di ciò che prevede l’Istituto nazionale di previdenza sociale italiano. L’Inps parla di patologie dell’apparato cardiocircolatorio le cui principali sono:

  • Aritmie gravi: invalidità dal 71 all’80%;
  • Aritmie gravissime: invalidità dall’81 al 100%;
  • Coronaropatia grave: invalidità dal 71 all’80%;
  • Scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
  • Miocardiopatie: invalidità dal 71 all’80%;
  • Miocardiopatie con insufficienza cardiaca gravissima dall’81 al 100%;
  • Trapianto cardiaco complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • Valvulopatie di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;
  • Valvulopatie di grado severo scompensate: invalidità dall’81 al 100%.

Le patologie dell’apparato respiratorio invece sono:

  • Asma allergico dal 21 al 30%;
  • Asma intrinseco: 35%;
  • Enfisema: 11%;
  • Rinite atrofica: dall’1 all’11%;
  • Rinite allergica: dall’1 al 10%;
  • Rinite ipertrofica: dall’11 al 20%;
  • Sinusite: 15%;
  • Tubercolosi polmonare: dall’11 al 100%;
  • Insufficienza respiratoria: dall’81 al 90%;
  • Bronchite asmatica cronica e pneumectomia: 45%.

Per quanto concerne le patologie dell’apparato digerente:

  • Stenosi esofagea con necessità’ di dilatazioni frequenti: invalidità dal 71 all’80%;
  • Stenosi esofagea con ostruzione serrata: invalidità al 100%;
  • Cirrosi epatica classe B: invalidità dal 61 all’80%;
  • Cirrosi epatica classe C: invalidità dall’81 al 100%;
  • Trapianto di fegato complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • Trapianto di intestino complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • Patologia pancreatica o intestinale stenotica o infiammatoria: invalidità dal 61 all’80%;
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali: invalidità dal 61 al 100%.

Patologie dell’apparato urinario secondo l’Inps:

  • Insufficienza renale cronica: invalidità dal 71 all’80%;
  • Insufficienza renale terminale: invalidità dall’81 al 90%;
  • Anemia grave e sindrome emorragica: invalidità al 100%;
  • Trapianto renale con complicanze: invalidità dal 51 al 100%.

Patologie apparato locomotore:

  • Agnesia completa bilaterale degli arti superiori: invalidità al 100%;
  • Amputazione o perdita delle due mani non protesizzabile: invalidità al 100%;
  • Amputazione o perdita delle due mani con protesi funzionale: invalidità al 90%;
  • Amputazione bilaterale di coscia: invalidità all’80%;
  • Amputazione bilaterale di coscia o gamba non protesizzabile: invalidità 100%.

Altre patologie invalidanti e grado di invalidità sono:

  • Diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 61 al 100%;
  • Acromegalia con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
  • Sindrome di cushing con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
  • Insufficienza corticosurrenale: invalidità al 100%.

Per verificare il tutto e per approfondire meglio le varie sfaccettature delle patologie con i relativi gradi di invalidità, il sito dell’Inps ha le tabelle che sarebbe opportuno consultare prima di avviare ogni pratica.