Autore: B.A

20
Gen

Pensioni tagliate Inps: chi ha subito i tagli e perché ha percepito di meno

Pensioni tagliate per errore a gennaio, l’Inps ammette l’errore, a febbraio possibili rimborsi.

«Le nostre sedi sono a disposizione per tutti i pensionati che vogliono verificare l’esattezza della pensione incassata a gennaio», questo il consiglio del segretario della Fnp-Cisl di Bergamo, Caterina Delasa. Il suggerimento dato ai pensionati dalla sindacalista si riferisce ai pensionati con assegni da 1.545 a 3.090 euro, molti dei quali hanno ricevuto ratei di pensione sbagliati ad inizio 2020. Un errore di calcolo già riconosciuto dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale che ha confermato il rimborso per i pensionati vittime dello sbaglio, già a febbraio.

Potrebbero essere migliaia i pensionati da rimborsare

Dati non ufficiali sottolineano come potrebbero essere circa 100.000 le pensioni interessate da questo errore di calcolo da parte dell’Inps. E si tratta di pensionati spalmati in tutta la penisola, da Nord a Sud. Sono i pensionati con assegni tra le tre e le sei volte il trattamento minimo ad essere potenzialmente interessati da questo errore. Per questo la Fnp-Cisl di Bergamo suggerisce di controllare il proprio assegno. Solo a bergamo sono 80.000 le pensioni da ricontrollare, come riporta il sito «bergamonews.it».
Per la Delasa, che ha spronato questa platea a farsi controllare la pensione al Patronato, l’auspicio è che il problema sia stato cagionato solo a poche centinaia di pensionati. Segnalazioni da tutta Italia parlano di molte sedi di Patronato prese d’assalto in tutta Italia, lo conferma un recente articolo del quotidiano «Il Tirreno». Infatti, anche in Toscana sono migliaia le segnalazioni di pensioni più basse erogate dall’Istituto.

Perché pensioni più basse?

Gli ammanchi che molti pensionati avrebbero subito sono stati tra 60 e 100 euro. Alcune segnalazioni però parlano di pensioni più basse anche di 300 euro. La trattenuta è stata giustificata nel cedolino con la voce «debito da rinnovo». È stato proprio il ricalcolo delle pensioni di gennaio a generare questo problema. Ad oggi sembra che tutto derivi dalla computazione del Bonus Poletti di qualche anno fa.
Si tratta del rimborso una tantum che i pensionati di questa fascia ricevettero ad agosto 2015. Un rimborso dovuto a seguito della sentenza della Consulta (n° 70 del 2015), che tacciò di incostituzionalità il blocco dell’indicizzazione delle pensioni previsto da decreto Salva Italia del governo Monti. Come già detto, l’Inps ha confermato l’errore, parlando di conguaglio a debito non dovuto. Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma sembra che l’Inps abbia comunicato alle sue sedi territoriali di provvedere a rimborsare i pensionati già a febbraio, oltre naturalmente a riportare le pensioni alle cifre esattamente spettanti.