Autore: B.A

Pensione

Pensioni, si rischia nuova legge simile alla Fornero

Altro che riforma con flessibilità e anticipo, si rischia un’altra manovra lacrime e sangue.

I sindacati ed il governo torneranno ad incontrarsi per parlare di previdenza e di riforma delle pensioni. Lo faranno già questo settembre, per un paio di summit già in calendario. Le parti sociali continuano imperterrite a spingere per flessibilità dai 62 anni e quota 41 per tutti. Misure atte a superare di un solo colpo, quota 100, il suo scalone dal 2022 e pure la riforma Fornero. Ma tutto ciò appare solo un volo pindarico, una chimera, perché è più facile che intervenga una riforma sulla falsariga di quella Fornero e non il contrario.

L’occhio vigile dell’Europa

C’è sul serio il rischio di una nuova legge Fornero, o di una riforma che peggiori la situazione per gli aspiranti nuovi pensionati. L’Unione Europea chiede un sacrificio sull’altare del Recovery Fund e dei soldi europei stanziati per l’emergenza Covid. Credere che l’Europa dia l’ok all’Italia, di varare misure in linea con quelle proposte dai sindacati è più che un esercizio di fantasia.

Probabilmente non ha tutti i torti il leader della Lega, Matteo Salvini, che in questi giorni di campagna elettorale per referendum e regionali, ha più volte messo in guardia sul fatto che sta per abbattersi sugli italiani una nuova riforma Fornero. Resta il fatto che nonostante Salvini dica che lui ha prodotto leggi che hanno superato la Fornero, durante il suo mandato di governo, la legge Fornero non è mai stata eliminata.

Certo, lo si deve anche a lui il fatto che molti lavoratori hanno potuto lasciare il lavoro prima di quanto previsto dalle normative vigenti grazie alla quota 100, ma la legge Fornero è viva è vegeta. E dalla UE il sacrificio richiestoci è quello di depennare pure quota 100. Sarà servita poco e a pochi, sarà stata una misura sbagliata, ma se la UE chiede di eliminare questa uscita anticipata alternativa alla Legge Fornero, vuol dire che effettivamente una modifica a quella riforma del governo Monti, la misura l’ha prodotta.

Cosa potrebbe accadere adesso?

Negli ultimi giorni Salvini ha sottolineato che è l’Unione Europea a chiederci un “ritorno alla Legge Fornero” e le sue parole naturalmente hanno allarmato quanti nutrivano speranza nei futuri incontri tra governo e sindacati. E i lavoratori iniziano a dubitare che qualcosa vada storto di nuovo. E forse a ragione del momento che la riforma Fornero nacque in un momento storico di grave crisi economica ma che a detta di tutti sembra una bazzecola rispetto alla crisi attuale, provocata dall’emergenza epidemiologica.

Adesso la preoccupazione non è più quella che la legge Fornero non venga corretta, dal momento che dopo la scadenza di quota 100, per uscire dal lavoro non resterà che aspettare di raggiungere le soglie Fornero. Adesso la paura e che si intervenga inasprendo maggiormente i già aspri requisiti.

La UE comunque non può imporre all’Italia alcuna legge previdenziale, ma è altrettanto vero che può imporre come spendere i soldi del Recovery Fund, in barba a chi diceva che fossero soldi privi di condizionalità. Ed è pure vero che la UE può dire all’Italia di porre un freno alla spesa pubblica, pensioni comprese, se poi si vorranno utilizzare i fondi del piano europeo di aiuto.

Paura di un inasprimento, perché se si parla di tagli della spesa pubblica, le pensioni sono sempre in prima linea. E allora, magari si allargherà il sistema contributivo pieno a tutte le uscite, si inaspriranno le penalizzazioni di assegno per chi esce prima dei 67 anni, o si tornerà a collegare le uscite alla aspettativa di vita e così le si allontaneranno dai lavoratori. Scenari per fortuna ipotetici, ma la situazione non è certo rosea.