Pensioni: quota 92 e pensione attiva con premio finale

Pensioni: quota 92 e pensione attiva con premio finale

Quota 102 sarebbe un errore, meglio una uscita graduale e misure forti, lo propone Nannicini

L’intesa per la riforma delle pensioni arriverà a giugno, lo ha detto qualche giorno fa il Ministro Catalfo. È bastata quella ipotesi per fare tornare in auge un argomento che probabilmente il Covid e le sue problematiche sanitarie ed economiche hanno posto in secondo piano negli ultimi mesi, cioè la riforma delle pensioni. Si parla con insistenza di quota 102 come misura per superare la legge Fornero e per il post quota 100.

Ma davvero si pensa a quota 102 come misura successiva a quota 100, che risolva scalone e problematiche del sistema? Tommaso Nannicini, senatore Dem e promotore, già in passato, di alcune proposte molto conosciute di riforma delle pensioni boccia l’ipotesi e avanza una nuovissima pensione attiva affiancata dalla sua quota 92.

La quota 102 sarebbe un errore

Sulle pagine del Sole 24 Ore il senatore Nannicini è tornato a parlare di pensioni partendo dal fatto che il governo sarebbe intenzionato a riaprire nel 2021 il cantiere previdenziale.

Il fatto che c’è da evitare lo scalone post quota 100 non lascia tante possibilità al governo che deve per forza intervenire. Per Nannicini il sistema presenta una doppia iniquità tra generazioni e nelle stesse generazioni. I giovani pagheranno il costo della spesa di oggi per i più anziani e tra i giovani, ci sono discriminazioni per i precari, i disoccupati e i gravosi.

La riforma per Nannicini è necessaria, ma occorre stare attenti «a non fare altre misure estemporanee». Il riferimento alla estemporaneità di alcune nuove vie allo studio è a quota 102.

«Si parla di quota 102. Fermiamoci: non siamo ai saldi. Non si sente il bisogno di quote 100 in miniatura, che non risolverebbero i nodi strutturali e scontenterebbero tutti», questo ciò che dice Nannicini.

Come funzionerebbe la pensione attiva di Nannicini

Piuttosto occorre promuovere forme di flessibilità differenti, con in occhio di riguardo ai giovani e ai fragili, questo in sintesi ciò che prevede Nannicini. Come lo stesso senatore scrive, i punti sarebbero quattro.

  • Pensione attiva per i soggetti per cui la flessibilità in uscita è una scelta;
  • Quota 92 per i soggetti per cui la flessibilità è una necessità;
  • Nuovi meccanismi di flessibilità;
  • Pensione di garanzia giovani.

Molte di queste idee sono già da tempo presenti in alcune proposte di riforma pensioni di Nannicini. La novità è la pensione attiva, ed è lo stesso Nannicini a spiegarla anche tramite la sua pagina ufficiale Facebook.

Nannicini parla di pensionamento graduale.

«Raggiunta un’età prestabilita, al lavoratore si dà la possibilità di passare gli ultimi anni di lavoro part-time, ma con uno reddito netto pari a circa l’85% del salario che percepiva prima a tempo pieno. Per l’impresa il costo del lavoro si dimezzerebbe. Il lavoratore, insieme alla metà del salario erogata dal suo datore, riceverebbe in busta paga l’equivalente dei contributi complessivi e del Tfr», questa la proposta del senatore PD.

Il lavoratore entrerebbe in una fase di «limbo», così lo definisce in dantesco Nannicini. Negli ultimi anni di carriera il lavoratore anziano passerebbe al lavoro con orario ridotto, senza versamenti di contributi e senza percepire pensione anticipata.

Lavorerebbe di meno perdendo solo il 15% del reddito disponibile. Lo Stato ci rimetterebbe solo il mancato gettito dei contributi. Il lavoratore verrebbe accompagnato alla pensione in misura graduale lavorando meno e arrivando a ricevere in 3% in più di pensione una volta maturata l’età e per ogni anno trascorso nel limbo.

Flessibilità e quota 92

Oltre alla pensione attiva con premio finale derivante da coefficienti di trasformazione più vantaggiosi, restano sempre le linee di riforma che Nannicini da tempo propone. Quota 92 quindi, con pensionamento dai 62 anni di età e con 30 di contributi. Sarebbero 8 anni in meno della Quota 100 e quasi 13 anni in meno rispetto alla pensione anticipata ordinaria.

A scelta del lavoratore, che dovrebbe accettare il calcolo con il sistema contributivo del trattamento previdenziale. Quota 92 sarebbe destinata ai fragili, cioè disoccupati, disabili, caregivers e lavori gravosi e così via.