Autore: Giacomo Mazzarella

Governo

9
Ago

Pensioni: quota 41, quota 100 e reddito di cittadinanza, cosa succede se la Lega va al governo da sola?

Si possono già ipotizzare i futuri scenari Previdenziali e assistenziali se la crisi di governo post mozioni Tav produrrà un governo tutto leghista come i sondaggi prevedono.

Sulla Tav e sulle mozioni votate ieri in Senato il governo Conte, quello guidato da M5S e Lega con i due Vice Premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, sembra essere arrivato al capolinea.

Dopo una tribolata giornata di incontri istituzionali una nota della Lega favore conclusa l’esperienza di governo. «Subito in aula per le elezioni, la maggioranza non c’è più», questo in estrema sintesi il contenuto della nota del Carroccio confermata in pieno dalle dichiarazioni di Salvini che ha contestato i ripetuti no del Movimento 5 Stelle a provvedimenti che per la Lega sono troppi importanti.

Probabilmente spunti dai sondaggi che danno la Lega in costante crescita, Salvini ed i suoi pensano sia giunto il momento di liberarsi dal peso di quelli che probabilmente non sono mai stati veri alleati di governo e andare a vincere le elezioni per governare da soli. Cosa succederebbe ai provvedimenti più popolari del governo se davvero da una maggioranza Lega-M5S si passasse ad un governo tutto leghista? Sugli scenari futuri, soprattutto in materia pensioni e povertà il sito «pensionipertutti.it» ha già abbozzato diverse ipotesi.

Quota 100 e quota 41

Nella legge di Bilancio che il governo si accingeva a preparare qualcosa dal punto di vista pensionistici e assistenziale sarebbe stato fatto. Con questa crisi di governo adesso che l’ipotesi di uno scioglimento delle Camere e di una nuova consultazione elettorale appare probabile cambiano gli scenari.

Sempre parlando di ipotesi, però rafforzate dai più importanti sondaggisti, un governo tutto verde, tutto della Lega con Salvini Presidente del Consiglio opererebbe in maniera differente su diversi provvedimenti. Quali sono le misure più importanti dell’attuale governo? Senza ombra di dubbio la quota 100 ed il reddito di cittadinanza. Due misure che hanno base differente.

Il reddito di cittadinanza per esempio è una misura a nette tinte grilline. Diverso il discorso sulla quota 100, misura di pensione anticipata su cui la Lega ha spinto molto da tempo. In caso di caduta del governo Conte, con Salvini nuovo Presidente del Consiglio il primo provvedimento che sarà sicuramente posizionato in cima all’agenda politica è senza dubbio la flat tax, provvedimento caro al Carroccio e a gran parte del Centro Destra ma ostacolato in qualche modo dal Movimento 5 Stelle.

La tassa piatta però ha un costo per le casse statali ed i soldi da trovate dovrebbero prevedere sacrifici e tagli in altri settori. Azzardando una ipotesi, la misura che potrebbe saltare è proprio il reddito di cittadinanza tanto caro al Movimento 5 Stelle ma che la Lega non ha mai del tutto sposato, provvedendo solo per questioni di contratto di governo.

Naturalmente bisognerà valutare tutte le vie possibili, perché che piaccia o non piaccia, il reddito di cittadinanza è una misura molto popolare e il suo appeal sul gradimento di un partito è assai importante. Sulle pensioni invece il quadro sarebbe meno basato su semplici ipotesi. La quota 100 è un provvedimento che Salvini continua a reputare fisiologico per il paese, una misura che serve a riformare il sistema previdenziale ed a superare la tanto odiata riforma Fornero.

Quota 100 non verrebbe minimamente intaccata da un governo guidato solo da Salvini. La misura infatti è l’anticamera del grande progetto salviniano di quota 41 per tutti, la nuova pensione di anzianità che cancellerebbe del tutto o quasi la legge Fornero. Il cammino per quota 41 sarebbe comunque impervio, vista la copertura finanziaria di cui necessità un prodotto previdenziale di questa portata, ma è fuori discussione che se c’è un soggetto politico che spingerebbe in questa direzione fortemente quello è la Lega di Matteo Salvini.

L’attuale Ministro dell’Interno infatti più volte ha dimostrato di spingere su misure osteggiate dalla UE ma che ha comunque portato a casa, come proprio quota 100 dimostra. Uno scenario che però secondi gli istituti di statistica più importanti è oggi meno probabile è un governo con coalizione PD-M5S. In questo caso cambierebbe tutto il piano di governo.

Il reddito di cittadinanza continuerebbe ad avere in maggioranza un gruppo a sua difesa, anche se la misura non è stata mai considerata buona dal PD. Sulle pensioni invece si potrebbe chiudere la quota 100 prima del previsto, prima del 2021 che oggi risulta la data di chiusura della sperimentazione triennale del provvedimento. In materia pensioni si potrebbe passare a misure destinate solo a determinate categorie come in passato ha ripetutamente fatto il PD, basti pensare ad Ape sociale, quota 41 per i precari, opzione donna e Ape volontario.