Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Pensioni quota 100: si teme una riforma ancora più rigida della Legge Fornero

Riforma pensioni, Alberto Brambilla: «Bisogna stare attenti a quello che succederà nei priossimi mesi».

Crescono sempre di più i dubbi per quanto riguarda l’argomento delle future pensioni ciò che più preoccupa in verità, è la paura di ritrovarsi con una nuova riforma simile a quella del 2001. Ci ritroveremo con una seconda legge Fornero? Questa è la domanda che molti cittadini italiani si stanno ponendo. Sicuramente c’è da sottolineare che l’Italia, oggi, è uno dei Paesi in cui l’età pensionabile è una delle più alte d’Europa.

Ovviamente l’idea che possa esserci una nuova riforma che potrebbe determinare il pensionamento ad una età ancora più avanzata, preoccupa molti italiani. Ad incrementare nuovi timori è stata anche la crisi economica che ha colpito il nostro Paese soprattutto negli ultimi mesi a causa dell’emergenza coronavirus. Ma non solo: anche l’Unione Europea preme sul fatto di ridimensionare le spese pensionistiche.

Riforma Pensioni, l’opinione di Alberto Brambilla su una nuova Fornero bis

A far crescere ulteriormente la preoccupazione degli italiani è stata oltre modo la dichiarazione rilasciata al quotidiano «La Verità» da Alberto Brambilla, Presidente del Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali. Quest’ultimo, innanzitutto, ha smentito i dati forniti dal CGIA di Mestre sul confronto tra il numero di pensionati e quello di lavoratori attivi: «Affermare che i pensionati hanno superato i lavoratori attivi è una fake news. Nel 2019, i lavoratori dipendenti erano 23 milioni e mezzo contro 16 milioni e 200 mili pensionati. E’ vero che a causa del Covid il numero dei dipendenti è un po’ calato e che per effetto di Quota 100 il numero dei pensionati è invece lievemente cresciuto, ma siamo a 22 milioni e 400 mila lavoratori contro 16 milioni e 400 mila pensionati. E comunque chi è uscito dal lavoro con quota 100 con un anticipo di due anni poi non passerà sulle prossime statistiche. Il rapporto tra pensionati e lavoratori attivi si è un po’ deteriorato, ma da qui a dire che c’è stato il sorpasso ce ne corre. Bisogna stare attenti soprattutto a cosa succederà nei prossimi mesi».

Brambilla teme che l’Italia in momenti di crisi come questi, stia «spendendo troppi soldi nell’assistenzialismo puro. Solo di Cassa Integrazione il nostro Paese spende circa 4 miliardi di euro al mese, cifra che poteva essere impegnata per creare nuovi posti di lavoro e l’argomento pensioni avrebbe perso qualsiasi forza propagandistica». Quello che maggiormente preoccupa una larga fetta di italiani è proprio l’idea di ritrovarsi con una seconda riforma ancora più rigida di quella introdotta nel 2001 con la legge Fornero durante il Governo Monti.

Alberto Brambilla si è espresso anche su questo argomento, lasciando intuire che potrebbe esserci anche la possibilità che venga introdotta una seconda legge Fornero, addirittura ancora più dura della prima. In realtà, la riforma pensioni è ancora in elaborazione e il Governo ancora non si è espresso ufficialmente a riguardo. Intanto tra gli italiani crescono i timori per il futuro delle pensioni post Quota 100.