Autore: B.A

Pensione

9
Giu 2020

Pensioni, quota 100 e Covid, ecco perché la misura serve

Quota 100 potrebbe essere un ammortizzatore sociale molto valido in questi mesi di crisi.

Parlando di previdenza, uno dei maggiori esperti è senza dubbio Alberto Brambilla, presidente del centro studi Itinerari Previdenziali. Il professore universitario è uno dei massimi esperti previdenziali e lo si ricorda per numerose proposte sulla riforma pensioni che prima dell’emergenza epidemiologica, era tra gli argomenti dell’attualità politica.

Brambilla è tornato a parlare di pensioni in questi giorni, e ciò che ha detto è molto importante. Il professore sembra aver cambiato idea su quota 100, che adesso potrebbe risultare un salvagente per chi ha perso il lavoro a causa del coronavirus.

Quota 100 ai tempi del coronavirus

Secondo Alberto Brambilla, presidente del centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali, la quota 100 sta producendo una netta impennata di pensionamenti.

In presidente di Itinerari Previdenziali ha sottolineato che il prossimo anno il numero dei pensionati raggiungerà quota 16,44 milioni. Una impennata netta rispetto agli anni precedenti il varo di quota 100. Infatti, come si legge sul sito «Today.it,» Brambilla asserisce che nel 2018 si toccò il punto più basso di sempre come lavoratori in uscita.

Una netta inversione a U quella che ha provocato la nascita della tanto contestata misura pensionistica che va in scadenza a fine 2021. Contestata dallo stesso Alberto Brambilla, che però adesso sembra abbia cambiato idea.

Quota 100 serve in questa fase

"Oggi Quota 100 è un ammortizzatore sociale che viene in aiuto durante una situazione impronosticabile” , questo letteralmente il pensiero di Brambilla, che in passato, non ha certo lesinato critiche a quota 100, ma che adesso spiega che: "Ormai sono io il primo a dire: non cancellatela”.

Brambilla però ci tiene a precisare che il suo discorso adesso riguarda la delicatissima fase di emergenza che stiamo vivendo. Infatti sulla misura varata dal governo Conte uno, quello di Lega e Movimento 5 Stelle, il suo parere resta inevitabilmente negativo perché se si somma quota 100 al reddito di cittadinanza, si arriva ad 80 miliardi di debito.

Covid e lavoro, una sciagura

Per Brambilla adesso la situazione è chiara, poiché il Coronavirus lascerà probabilmente un milione di persone senza lavoro.

“Molti di loro saranno nella fascia Ape sociale, precoci o Quota 100: persone con un’età che difficilmente permette il ricollocamento”, questo il quadro di Brambilla che sottolinea come le misure di pensionamento anticipato potrebbero rappresentare un salvagente per molte persone in difficoltà.

Gli scenari economici secondo l’esperto sono drammatici perché «90 mila esercizi tra cui negozi, ristoranti, alberghi non riapriranno più, il turismo non lavorerà: tutti quelli che si troveranno in situazioni di emergenza lavorativa potrebbero chiedere le pensioni una volta finite le 12 settimane di cassa integrazione».

In pratica, se in una situazione normale, tra Ape, quota 100 e Opzione donna, più o meno 50mila persone avrebbero scelto di lasciare il lavoro, oggi con il Covid-19 le richieste saranno molte di più.