Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni, quota 100 confermata fino al 2021: si continua a uscire dal lavoro dai 62 anni con almeno 38 anni di contributi

Negli scorsi giorni è arrivata la conferma delle pensioni anticipate con la quota 100, che permette di ottenere l’accesso all’Inps dai 62 anni di età. Nel frattempo si moltiplicano le ipotesi sulla riforma.

Sulle pensioni anticipate si riaccende il confronto tra governo e sindacati, ma arrivano anche importanti aggiornamenti rispetto alle prospettive di breve termine, dopo che negli scorsi giorni si era riaccesa la polemica istituzionale sulla quota 100. La conferma della prosecuzione della sperimentazione fino alla sua naturale scadenza è arrivata tramite le parole della Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, che ha fatto il punto della situazione al termine del tavolo di confronto sulla riforma del settore previdenziale.

“Durante l’incontro con i sindacati ho confermato che quota 100 resterà in vigore fino alla sua naturale scadenza” ha spiegato l’esponente del governo, ricordando al contempo che ha “indicato in una legge delega lo strumento per la revisione organica del sistema”. La prospettiva di un cambio di passo sarà affrontata nei prossimi incontri (scadenzati per l’8 ed il 16 settembre), dove saranno approfondite anche le eventuali proroghe delle altre opzioni in scadenza.

Pensioni anticipate: Quota 100 dai 62 anni di età fino al 2021

Rispetto a quanto appena indicato, è quindi opportuno chiarire innanzitutto che i lavoratori potranno continuare ad accedere all’Inps in via anticipata e senza penalizzazione con i criteri della quota 100 fino al 31 dicembre del 2021. Nella pratica, si potrà scegliere su base volontaria di procedere al prepensionamento a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti.

L’opzione si aggiunge ai tradizionali canali di quiescenza resi disponibili tramite la legge Fornero, ovvero la pensione di vecchiaia e quella anticipata. Per la prima servono attualmente 67 anni di età e almeno 20 anni di versamenti, mentre nel secondo caso è necessario raggiungere almeno 42 anni e 10 mesi di contribuzione (un anno in meno per le donne).

Con la quota 100 bisogna però tenere presente che l’assegno risulterà comunque più basso rispetto ai requisiti ordinari di quiescenza in virtù della contribuzione inferiore. Inoltre, è presente un divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione fino al raggiungimento dei 67 anni di età, fatto salvo per i redditi occasionali entro un massimale annuo di 5mila euro lordi.

L’opzione prevede anche due finestre di accesso diversificate sulla base della tipologia del lavoro svolto. Per il settore privato è necessario attendere tre mensilità dalla maturazione dei requisiti, mentre il lasso di tempo sale a sei mesi per i dipendenti del settore pubblico. Restano esclusi dal provvedimento i lavoratori del comparto difesa e sicurezza, ovvero Forze Armate, Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco.

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Riforma pensioni: le altre prospettive di intervento per il riordino organico della previdenza

Sullo sfondo resta la necessità di garantire maggiore flessibilità al termine della sperimentazione, nonché di salvaguardare alcune opzioni di prepensionamento che al momento risultano in scadenza e che vanno a garantire un sostegno importante per quei lavoratori che vivono situazioni di disagio.

Così, già all’interno della prossima manovra potrebbero arrivare nuove conferme. Il prossimo tavolo operativo dell’8 settembre 2020 è stato pensato “per chiudere il pacchetto di misure più urgenti da inserire in legge di Bilancio, come la proroga dell’Ape Sociale, di Opzione Donna, la staffetta generazionale e i contratti di solidarietà espansiva”, ha proseguito Catalfo.

Mentre nell’incontro successivo ci si occuperà di ripensare il sistema previdenziale dopo la scadenza della quota 100, quando in caso di mancato intervento per molti lavoratori potrebbe prodursi uno scalone di cinque anni per l’accesso all’Inps. A tal proposito, l’esponente del Ministero del Lavoro ricorda “il tavolo progettuale per discutere della riforma organica che avrà come pilastri una maggiore equità e flessibilità in uscita e una pensione di garanzia per i giovani”.

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