Autore: B.A

Pensione

Pensioni, quota 100 confermata e in manovra proroga pensione a 63 anni, in uscita i nati nel 1958

Ripartito il confronto governo sindacati, con il Ministro del Lavoro che ha anticipato alcuni temi della prossima manovra finanziaria di fine anno.

Era da prima del lockdown che sindacati e governo non si incontravano per affrontare il delicato tema delle pensioni. Il coronavirus ha bloccato una piattaforma che era ben avviata, con governo e parti sociali che si erano incontrati già diverse volte per il confronto sulla riforma del sistema pensionistico.

Poi tutto si era fermato, con l’emergenza epidemiologica che ha occupato tutto il lavoro del governo. Oggi però, il Ministro Nunzia Catalfo ha convocato i sindacati per il rilancio del confronto sulle pensioni. E sono emerse importanti novità riguardanti il sistema previdenziale italiano. Si è discusso di quota 100 ma anche di una probabile legge delega che servirà per mettere mano alla riforma delle pensioni.

La legge delega è lo strumento che il Ministro del Lavoro ha indicato per riformare la previdenza, anticipando che nella legge di Bilancio di fine 2020, ci sarà inevitabilmente un pacchetto pensioni. Ecco cosa ha detto la Catalfo e cosa è successo oggi al summit presso il Ministero del Lavoro.

Quota 100 non si tocca fino a scadenza

La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha riaperto oggi il confronto sulla riforma del sistema pensionistico, ribadendo che quota 100 resterà in vigore fino alla sua naturale scadenza del 31 dicembre 2021. Nonostante le tante voci che vorrebbero quota 100 in procinto di essere stoppata anticipatamente, la misura resterà in funzione fino alla sua naturale scadenza, perché quando il governo Lega-M5S, con Di Maio e Salvini Vicepremier, la varò, stabilì un programma di sperimentazione triennale dal 2019 al 2021.

Stando a quanto emerso oggi ed in base alle parole del Ministro Catalfo, anche la UE se ne deve fare una ragione. Infatti correva voce che per ottenere il fondi del Recovery Fund e per compiacere alla UE, sarebbe stato necessario interrompere prima quota 100, notoriamente misura che ai vertici della UE piace poco.

Ape sociale e opzione donna, si continua

“Procederemo lungo due binari paralleli che serviranno a definire il pacchetto di interventi da inserire nella prossima legge di Bilancio”, questo ciò che ha ribadito la Catalfo, aggiungendo che le proroghe di Ape sociale e Opzione Donna, oltre agli altri interventi come la staffetta generazionale e il contratto di solidarietà espansiva, sono temi che potrebbero trovare spazio nella prossima manovra di Bilancio.

Nel frattempo il Ministro ha già calendarizzato un nuovo appuntamento per il prossimo 8 settembre. Il cronoprogramma è stato messo a punto (dopo l’8 settembre nuovo incontro già in agenda per il 16 settembre), con il Ministro che ha spiegato quali saranno le linee di intervento.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni anticipate, l’ex Ministro Fornero: ‘non ripetiamo l’errore della quota 100’

La riforma avrà come pilastri maggiore equità e flessibilità in uscita e una pensione di garanzia per i giovani, con il lancio delle due commissioni di cui si parlava ad inizio anno, quella sui lavori gravosi e quella sulla divisione tra previdenza e assistenza. La conferma dell’Ape sociale significa che la pensione a 63 anni di età potrà continuare ad essere richiesta anche nel 2021, così come opzione donna che potrà riguardare le lavoratrici che completano 58 anni di età (59 anni di età per le autonome) e 35 di contributi nel 2020.

Tornando all’Ape sociale, questa la notizia che molti lavoratori si aspettavano, tra edili, maestre di asilo, infermiere delle sale operatorie e così via, cioè alcune tra le categorie di lavoro gravoso che rientrano nel perimetro dell’Ape sociale insieme a disoccupati, caregivers e invalidi. Se davvero l’Ape sociale verrà prorogata in manovra finanziaria, si apriranno le porte alle uscite anticipate con questo strumento, anche per i nati nel 1958, con 30 o 36 anni di contributi e che nel 2021 compiranno 63 anni.