Autore: G.M

9
Ott

Pensioni: quota 100 chiude, Tridico e Giannino litigano in diretta radio

A Radio Capital anche il presidente dell’Inps conferma la chiusura di quota 100, ma sui numeri duro litigio con il conduttore Giannino.

Quota 100 resterà in attività fino al 31 dicembre 2021. Dopo quella data e quindi dopo il triennio di sperimentazione, nessun rinnovo sarà previsto. Dopo le parole del Ministro dell’Economia Gualtieri, anche il presidente dell’Inps Pasquale Tridico conferma questo. Ciò che si era capito, anche senza ufficialità, nel leggere la nota di aggiornamento del documento di economia e finanze, appare confermato a tutto tondo. Nel Def, che è l’atto di governo con il quale si indicano le linee che il governo seguirà in materia economica e finanziaria con la legge di Bilancio, di quota 100 non è stato fatto nemmeno un passaggio.

Evidente che il governo dopo settimane di ipotesi, proposte e idee, probabilmente ha svoltato verso la continuità di quota 100 così come è stata varata dal governo precedente. In pratica stop alla misura dopo il previsto triennio sperimentale. Tridico nella sua intervista a Radio Capital, durante la trasmissione "Circo Massimo condotta da Massimo Giannini ed Oscar Giannino, ha affrontato l’argomento quota 100 partendo dal fatto che la misura non ha ottenuto il risultato previsto, sia come struttura che come appeal. E sui numeri va registrato il duro scontro tra Tridico ed uno dei due conduttori, Oscar Giannino.

Un addio inevitabile per quota 100

Durante la trasmissione Circo Massimo, su Radio Capital, il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha confermato la giustezza del fatto che la quota 100 venga portata a termine così come varata. Evidente che la chiusura anticipata potrebbe provocare la necessità del governo di intervenire in salvaguardia di quelle persone che hanno già scelto di lasciare il lavoro in vista del raggiungimento dei requisiti da quotista nel 2020 e nel 2021. Evitare un fenomeno simile agli esodati Fornero è molto importante. In pratica, Tridico per sua stessa ammissione si trova sulla stessa identica linea di pensiero del Ministro dell’Economia Gualtieri. Proseguire però oltre il 31 dicembre 2021 con la quota 100 non è possibile.

Innanzi tutto perchè la misura si rivolge solo a determinati perimetri di lavoratori, quelli con carriere lunghe e continue visto che necessita, insieme a 62 anni di età minima, anche di ben 38 anni di contributi versati. In pratica, più che superare la Fornero, come ribadito da Nannicini in una diretta Facebook, la quota 100 rappresenta un regalo a pochi lavoratori, molti dei quali, in base alle parole di Tridico, hanno snobbato la misura. I dati che presenta Tridico sono quelli ufficiali Inps.

Le cifre iniziali su quota 100, quando molti addetti ai lavori parlavano di una spesa tra i 15 ed i 20 miliardi di euro per la quota 100, erano sproporzionate e tendenziose. Solo nel 2019, dei 300mila lavoratori che facevano parte del perimetro di quota 100, solo 180mila hanno davvero presentato domanda per la pensione e per lasciare il lavoro. «Ciò significa che si è risparmiato un miliardo di euro che potrà essere riutilizzato per altre esigenze del governo, per un decreto salva conti per esempio», questo ciò che ha detto Tridico. In pratica, bisogna essere contenti di aver risparmiato questi soldi. Secondo Giannino però parlare di risparmio è fuori luogo.

La quota 100 nacque a debito, cioè in deficit e fu una delle accuse maggiori rivolte alla misura. Secondo il conduttore non si tratta di risparmi ma di deficit inferiore, ma pur sempre di deficit si tratta. Il presidente dell’Inps ha provato a ripetere che i risparmi ci sono e che per l’anno prossimo ce ne saranno ancora altri. «Soldi che saranno messi in un altro decreto, un decreto Salva-conti-bis, e usati per qualcos’altro», così ha chiuso la discussione piuttosto accesa il Presidente Inps.