Pensioni, prima 102, poi 104 e alla fine ritorno alla Fornero: cosa accade alle pensioni

Il piano del governo ormai è chiaro e in maniera graduale, nello stretto giro di qualche anno si prospetta il ritorno in pieno all’operatività della legge Fornero

Ma non dicevano che la quota 100 non era servita a superare le rigide regole sulle pensioni che la Riforma Fornero ha lasciato in eredità?

Domanda lecita questa, perché adesso che la misura sta arrivando a fine ciclo, il prossimo 31 dicembre, tutto va in direzione di un direzione del ritorno alla legge Fornero.

Si, perché ormai è chiaro, secondo i legislatori è stato un errore grossolano mettere in funzione la quota 100, perché consentire di accedere alla pensione anticipatamente non è giusto. In barba a promesse elettorali e non, l’unica via è quella del ritorno alla legge Fornero.

La legge che piace a tutti, alla Fornero, ai tecnici che sono ospiti dei talk show in Tv, a molti politici, all’Europa. L’unica cosa da fare è evitare che di colpo i lavoratori che non sono riusciti a prendere la quota 100, subiscano lo scalone di 5 anni passando da 62 anni a 67 nel giro di poche settimane.

E si parla di quota 102 per esempio, che ridurrebbe questo scalone, ma in via provvisoria, perché poi si passerebbe a 104 e così via. Una panacea, un antidolorifico che difficilmente funzionerà.

La quota 102 nel 2022, ma è pur sempre un netto peggioramento

Dalla quota 100 alla quota 102, questo il progetto di cui il governo, tra Cabina di Regia e Consiglio dei Ministri si è fatto promotore. Vuoi vedere che questa è la misura scelta per addolcire la pillola dello stop alla quota 100 dal prossimo primo di gennaio?

In pratica, fino a fine anno grazie a quota 100, chi potrà farlo, andrà in pensione al completamento dei 38 anni di contributi versati e dei 62 anni di età.

Chi non ci riuscirà, dovrà restare al lavoro per altri due anni. Chi compie 62 anni nel 2022, dovrà aspettare il 2024, perché con la quota 102 servono 64 anni di età.

Resta comunque fermo il requisito dei 38 anni di contributi, nonostante i tecnici e gli esperti, oltre che al costo di quota 100 contestavano il fatto che donne, intermittenti, precari e discontinui erano penalizzati dalla misura.

Evidentemente per chi ha le mani in pasta il costo della misura la fa da padrone. Bugie o spot le parole riguardo al fatto che la quota 100 penalizzava le donne e i precari.

Era un modo per contestare la misura e basta, il gioco delle parti. Altrimenti logica voleva che si abbassasse il tetto dei contributi da versare con la quota 102.

E poi quota 104 a completare l’opera di pulizia del sistema previdenziale

Ma quanto costa quota 100, lo hanno detto anche ieri sera i volti noti della televisione, Elsa Fornero e Carlo Cottarelli ospiti di Giovanni Floris su La7 nella trasmissione “Dì Martedì”. Tutti a sostenere la necessità di intervenire sul sistema delle pensioni, ma con misure meno favorevoli per i lavoratori rispetto a quota 100.

Salvini invece ieri sera ha detto su Rete 4 a “Fuori dal Coro” che la Lega è impegnata a tagliare tasse e difendere la quota 100. Difendere la quota 100 si fa mantenendola in vigore nonostante sia nata sperimentale, non sostituendola con quota 102, o allargando l’Ape sociale ( che è misura assistenziale e non previdenziale, una misura temporanea senza benefit per i pensionati), o prorogando Opzione donna (una misura tremendamente penalizzante, l’anticipo lo pagano le lavoratrici con il 30% di pensione in meno in media).

Altrimenti, per Salvini e la Lega, meglio fare opposizione, meglio uscire dal governo. Anche perché sperimentale nasce pure quota 102, che funzionerà al massimo per due anni, per poi diventare quota 104.

Qualcuno infatti sostiene che al termine di quota 102 si passerà a quota 104, con l’età pensionabile che salirà a 66 anni, quasi come la pensione di vecchiaia a 67 anni. Ed in quel caso, il ritorno pieno alla legge Fornero sarebbe bello e fatto, completato come tutta la struttura di esperti che ruota intorno alle pensioni vuole.