Autore: Giacomo Mazzarella

Mario Draghi

Pensioni: per Salvini no fiducia a Draghi se vuole l’azzeramento di quota 100

Oggi la Lega sarà alle consultazioni con il Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, e sulle pensioni Salvini è pronto a dire la sua

Quota 100 sparirà nel 2021, perché dal 1° gennaio 2022 la misura non sarà più in funzione. Naturalmente non per chi ha maturato i requisiti di accesso entro la fine del 2021, cioè per chi il 31 dicembre scorso aveva già completato i 62 anni di età ed i 38 anni di contributi come previsto dalla misura.

La chiusura di quota 100 con il nuovo Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi non centra nulla. La decisione di non proseguire con la misura (non di fermarla perché la quota 100 è nata per essere valida per il triennio 2019-2021) deriva dall’ultimo governo Conte, che ha deciso di confermarne la fine nel 2021.

Bisogna vedere cosa ci sarà nel dossier del nuovo Presidente Draghi, se davvero avrà la fiducia e diventerà Premier. Le pensioni sono sempre un tassello molto importante per l’operato dei governi italiani. Per questo nelle consultazioni Salvini oggi metterà anche le pensioni al centro del discorso, almeno stando alle ultime dichiarazioni del leader leghista.

Governo Draghi: Salvini e quota 100

Che quota 100 sia un cavallo di battaglia della Lega e di Matteo Salvini è una cosa certa, così come il reddito di cittadinanza lo è per Di Maio e per il Movimento 5 Stelle. La Lega e Salvini continuano a difendere a spada tratta la quota 100 per l’uscita anticipata dal lavoro, ma le ultime notizie, soprattutto per via dei soldi che l’Europa deve dare all’Italia con il Recovery Plan non lasciano grandi speranze ad un ritorno di fiamma di quota 100 e forse nemmeno di misure di pensionamento anticipate.

Se non vuole Bruxelles, immaginate un nuovo governo che ha nel piano del Recovery e nella campagna vaccinale le priorità. “Non diremo mai sì a chi vuole la patrimoniale o l’azzeramento di quota 100”, così Salvini ha confermato la linea sulle pensioni che la Lega da anni persegue. “Ma non è un no a persone o simboli, sarebbe un no sui temi”, così Salvini ha anticipato quello che oggi la delegazione della Lega andrà a riferire al neo Presidente del Consiglio Draghi.

La Lega unita dietro al suo leader

In queste ore si è parlato di un ingresso della Lega nel governo, magari con un Ministero per quello che viene considerato il leghista meno radicale, Giorgetti. Sui contenuti di un eventuale governo però, i leghisti sembrano tutti uniti e tra questi anche sulle pensioni.

Lo dimostrano anche le dichiarazioni che il leghista Claudio Durigon ha rilasciato a Radio Cusano Campus. "Siamo di fronte ad un periodo storico pazzesco. Togliere quota 100 significherebbe proporre una nuova riforma pensionistica che sia adeguata al momento economico”, così Durigon ha aperto ad una riforma necessaria dal momento che senza quota 100 la situazione previdenziale rischia di imlpodere tra scalone di 5 anni e ritorno alle regole Fornero.