Autore: B.A

16
Gen 2020

Pensioni, parlano Fornero e Monti: ecco perché l’età pensionabile non va abbassata!

Tornano a parlare Elsa Fornero e Mario Monti, commentando le voci di un possibile abbassamento dell’età pensionabile dopo quota 100.

Al posto di quota 100, dentro quota 102, ma con la pensione a 64 anni aperta a tutti purché calcolata con il sistema contributivo. Questa l’ipotesi che in questi giorni sta facendo notizia, per quanto riguarda la riforma delle pensioni resasi necessaria per via di quota 100 e dello scalone che dal 2022, questa misura lascerà in eredità. In pensione a 62 anni con 20 di contributi, questa invece è la proposta secca da parte dei sindacati, che presto saranno in audizione al Ministero del Lavoro, dopo la convocazione del Ministro Catalfo (il 27 gennaio ndr). Due proposte differenti che sembrano aprire a scenari difficoltosi al tavolo delle trattative tra esecutivo e parti sociali.
Una cosa in comune alle due proposte però, è l’età pensionabile che si abbassa rispetto a quella prevista dalle pensioni di vecchiaia a 67 anni di età. Sull’argomento, sono tornati a parlare Mario Monti ed Elsa Fornero, e come sempre le parole dei due sono abbastanza importanti in materia previdenziale, non fosse altro che sono stati loro, con il loro governo, a varare la riforma delle pensioni conosciuta proprio come legge Fornero.
I due sull’età pensionabile e sull’abbassamento della stessa, sono piuttosto scettici e spiegano i perché.

Monti e Fornero contro l’abbassamento dell’età pensionabile

Le voci, le indiscrezioni e le proposte che mirano ad abbassare l’età pensionabile oggi prevista per andare in pensione, sono bocciate dal duo Monti/Fornero.
Elsa Fornero e Mario Monti, che sicuramente verranno ricordati come coloro che hanno prodotto la riforma previdenziale più discussa, se non della storia, almeno degli ultimi decenni, sono contrari alle soluzioni ipotizzate.
Nessuna riforma è possibile abbassando l’età pensionabile, questo il pensiero comune ai due, che continuano imperterriti a difendere la bontà della loro riforma inserita nel decreto «Salva Italia» del 2011. Una riforma anche per loro, rigida, ma necessaria vista la profonda crisi in cui vessava l’Italia all’epoca.
La Fornero ha parlato di irresponsabilità riguardo alla proposta dei sindacati di abbassare la soglia di uscita per le pensioni di vecchiaia a 62 anni. Secondo i sindacati, un soggetto a partire dai 62 anni, una volta raggiunti i 20 anni di contribuzione, deve essere libero di lasciare il lavoro a sua scelta.
"Mandare in modo generalizzato in pensione le persone a 62 anni non è economicamente sostenibile”, questo il concetto espresso dalla Fornero, intervenuta l’altra sera alla trasmissione «DiMartedì» su La7, quella condotta da Giovanni Floris.
«Il declino del Paese sarebbe immediato se si aumenta la spesa previdenziale», questo ciò che ha detto la Fornero su La7.

Aumentando la spesa per le pensioni, per cui l’Italia è già più avanti rispetto agli altri Paesi europei, infatti, si andrebbe ad accelerare il declino del Paese.
Anche per la Fornero comunque, la quota 100 andrebeb depennata prima possibile dall’ordinamento. La linea della Fornero appare la stessa di cui da giuorni parla Pasquale Tridico, il Presidente dell’Inps. Piuttosto che misure che abbassino per tutti le soglie di uscita, occorrono misure che consentano anticipi in base alla tipologia di attività svolta, oltre naturalmente a prevedere aiuti per le pensione in difficoltà.
Idee che sembrano vertere verso una misura sullo stile dell’Ape sociale, magari, come dice la Fornero, «ampliando la platea di coloro che possono avere accesso all’Ape sociale».
La Fornero poi, di dice contraria anche a misure che penalizzino i pensionati in relazione all’assegno. Quota 102 per esempio, in base alla proposta, dovrebbe prevedere penalizzazioni di assegno per chi lascia prima il lavoro. «Solo facendo lavorare le persone per più anni si maturano pensioni più ricche, perchè prevedere penalizzazioni significa creare in futuro, nuovi poveri tra i pensionati», questo ciò che la Fornero pensa e ha detto a La7.

Monti tra amarcord e futuro

Anche il Presidente del Consiglio ai tempi della riforma Fornero, Mario Monti è tornato a parlare di pensioni.

Prima di tutto, commentando la riforma delle pensioni della vicina Francia, che tanti scioperi e manifestazioni ha prodotto. Un commento che assume i connotati di un autentico suggerimento nei confronti del Premier francese Macron. «non bisogna fare alcun passo indietro sulla riforma francese che era l’unica possibile», questo il suggerimento di Monti a Macron, a commento delle ultime news provenienti dalla Francia, che parlano di un Macron che ha fatto un passo indietro dopo le pesanti manifestazioni di protesta in territorio transalpino.
Monti ha ricordato come nel 2011, quando si varò la sua riforma, non ci furono le manifestazioni che in queste settimane hanno ingessato la Francia. «L’Italia rischiava il default e fu un gesto di grande responsabilità di tutti, accettare quella riforma», così Monti ricorda il suo governo, ricordando come i sindacati non fecero nulla contro la riforma e che la stessa fu avallata in maniera trasversale da tutti i partiti, da Fini a Casini, da Berlusconi a Bersani.