Autore: B.A

9
Feb 2020

Pensioni: nuova circolare Inps con tutti i requisiti fino al 2023

Requisiti congelati per le pensioni nel prossimo triennio, in attesa della riforma previdenziale.

Con una nuova circolare l’Istituto Previdenziale italiano ha prodotto tutti i chiarimenti relativi ai requisiti delle pensioni che gli italiani potranno richiedere fino al 2023. Chiarimenti importanti perché riguardano gli adeguamenti delle pensioni alla stima di vita degli italiani. Da questo punto di vista tutto resta inalterato, perché la vita media degli italiani, stando ai dati Istat, non è salita molto. Ecco cosa dice l’INPS e cosa devono avere bebè in mente lavoratori che puntano alla pensione nei prossimità anni.

Pensioni di vecchiaia, ecco chi può lasciare il lavoro nei prossimi anni

Fino al 31 dicembre 2022, la pensione di vecchiaia si centrerà con 67 anni di età unitamente a 20 anni di contributi versati. Per i lavori gravosi e usurati resta viva la possibilità di pensionamento con 66 anni e 7 mesi di età, ma a condizione che di contributi versati se ne maturino 30. Solo per i contributivi puri, lavoratori chiamati in questo modo perché hanno iniziato a versare contributi solo successivamente all’entrata in vigore del sistema previdenziale contributivo (dopo il 31dicembre 1995), resta viva fino al 31 dicembre 2022 la possibilità di pensionamento con soli 5 anni di contributi versati, ma solo dopo aver compiuto 71 anni.

Anticipate congelate fino al 2026

Nella nuova circolare Inps n° 19/2020, pubblicata sul portale dell’Istituto il 7 febbraio scorso, viene confermato il fatto che solo nel 2023 si potrà riavere un adeguamento dei requisiti per le pensioni alle aspettative di vita della popolazione. Per le anticipate, cioè per le prestazioni pensionistiche distaccate da qualsiasi limite anagrafico, i requisiti rimarranno quelli oggi vigenti, quindi 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Un blocco dovuto alla penultima legge di Bilancio, quella prodotta dal governo gialloverde di inizio 2019. E sarà un blocco validi anche per la quota 41 precoci. Chi ha un anno di contributi versati prima dei 19 anni di età, con 41 anni di contribuzione, con 35 anni di versamenti effettivi da lavoro e se appartiene a categorie di disagiati ben delineate, potrà sfruttare questa misura uscendo con quota 41.

Le categorie di disagiati resteranno i soggetti alle prese coi lavori gravosi, i disoccupati senza Naspi da 3 mesi, gli invalidi con il 74% almeno di disabilità accertata o chi ha parenti stretti disabili e a carico. Sia per quota 41 che per le pensioni anticipate ordinarie la decorrenza della pensione resterà spostata di 3 mesi rispetto alla data in cui si maturano i requisiti. Questi perché sempre la penultima legge di Bilancio ha allargato anche alle pensioni anticipate, il meccanismo delle finestre mobili che tra l’altro fu inserito anche nella quota 100, con primo rateo differiti rispetto alla data di maturazione del diritto alla pensione.