Pensioni novità: al lavoro fino a 70 anni per far quadrare i conti Inps. Le parole di Boeri

Le novità per le pensioni arrivano direttamente da Boeri che spiega come nel breve periodo si dovrà innalzare ancor di più l’età pensionabile.

Le novità per le pensioni non sono di certo delle migliori, dal momento che si torna a parlare di età pensionabile e di conti in rosso dell’Inps. Il sistema di previdenza italiano non è infatti in grado di reggere il peso di un blocco dell’età pensionistica, dato il funzionamento del sistema attuale.

A far preoccupare sono le parole di Tito Boeri che mostra quanto caro costerebbe alla previdenza italiana bloccare lo scatto dell’età pensionistica. Ben 141 miliardi per riuscire ad arrivare con i requisiti dei 67 anni fino al 2021, una cifra che l’Inps non può sopportare al momento, ma probabilmente neanche in futuro.

Pensioni novità: Boeri lancia l’allarme durante un’intervista al Sole24Ore

Tito Boeri, presidente dell’Inps, lancia un monito: non è possibile bloccare l’età della pensione. Lo stop dell’età pensionabile sarebbe infatti troppo pesante per le casse dell’Inps e si tradurrebbe in debito dell’ente.
Ma non è solo il problema dei fondi, impossibili da reperire, quanto anche il disagio per le vecchie e nuove generazioni.

Chi infatti è andato in pensione avrebbe delle penalizzazioni e invece per le generazioni future il problema si avrebbe come nel passato, nessuna forza politica vorrà mai innalzare il livello.

141 miliardi di spesa in più da qui al 2035, quasi interamente destinati a tradursi in aumento del debito pensionistico implicito, dato che l’uscita prima del previsto non verrebbe compensata, se non in minima parte, da riduzioni dell’importo delle pensioni. Da vedere poi come i mercati accoglierebbero lo smantellamento di una riforma, quella del 1996, che abbiamo “venduto” in tutto il mondo come sostenibile perché basata su adeguamenti automatici alla longevità. Senza QE sarebbe legittimo aspettarsi effetti rilevanti sul costo del debito pubblico.

Queste le parole di Boeri per spiegare la situazione dell’impossibilità di bloccare l’età della pensione nel nostro paese. Ma non si limita solo a spiegare ciò, ma aggiunge anche quanto sarebbe ingiusto nei confronti delle nuove generazioni.
Difatti gran parte della spesa pubblica viene utilizzata per pagare le pensioni o per opere di aiuto per gli over 65.

In Italia gli ultimi dati dimostrano che 2.5 milioni di giovani under 35 si trovano alla soglia della povertà. Gli interventi non hanno infatti mai favorito questa parte della popolazione, che dall’inizio della crisi è sempre stata messa da parte.
Con la ripresa del mercato del lavoro attualmente la situazione migliora e anche se i lavoratori più anziani non andranno in pensione prima si dovrebbe riuscire a sbloccare la situazione.

Oggi invece stiamo parlando di un cambiamento ultrapianificato, noto da anni, già incorporato da tutte le previsioni delle imprese e degli agenti economici, come dimostra il comportamento su opzione donna, e che vale solo 5 mesi in più a partire dal 2019. Non solo, ora la domanda di lavoro sta crescendo più dell’intera economia. Dunque non si può fare alcun paragone tra i due momenti, siamo lontani anni luce.

Queste le parole con cui Tito Boeri spiega l’attuale situazione per il mercato del lavoro italiano.