Pensioni novità: Ape social e volontaria a rischio slittamento. Le ultime news sulla riforma

Le ultime novità sulle pensioni mostrano la mancanza dei decreti attuativi e la possibilità sempre più concreta di uno slittamento. Ecco cosa sta succedendo per la riforma.

Le novità per le pensioni e l’applicazione della riforma non fanno presagire delle buone notizie, dal momento che sembra dietro l’angolo uno slittamento di Ape sia volontaria che social.
I decreti attuativi non sembra infatti che siano pronti e che le pratiche potranno iniziare il 1° maggio.

L’Ape social ha infatti ancora molti punti oscuri e molte sono le questioni che non sono state chiarite. Proprio per tale regione si attendeva che il governo desse delle risposte veloci e che la riforma delle pensioni fosse messa in atto al più presto.
In base alle ultime notizie però non sembra che la situazione sarà così, dal momento che per l’Ape volontaria non sarebbe neanche pronta la piattaforma online.

La notizia è piuttosto sconcertante, dal momento che la piattaforma online sarà il modo con cui operare e inoltrare la richiesta. Mancando però questo passaggio non sembra che si potrà partire dal 1° maggio, ma che i tempi per l’attuazione delle riforma dovranno dilungarsi.

Di seguito vediamo le ultime novità per le pensioni, quali sono le tempistiche e per quando si pensa che verranno emanati i decreti attuativi che tanto sono attesi. Ecco le ultime news sulla riforma e i problemi che essa comporta ai milioni di lavoratori che vorrebbe usufruire dell’uscita anticipata.

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Pensioni novità, decreti attuativi fermi: slittamento per Ape social e volontaria

Dopo le rassicurazioni del governo, che in più occasioni ha ribadito l’importanza della riforma e l’impossibilità di uno slittamento, i fatti non sono comunque arrivati. I sindacati hanno infatti in più occasioni richiesto notizie e tempistiche sui decreti attuativi e novità per i requisiti per Ape social e volontaria.

Dal governo però non sono ancora giunte risposte e attualmente sembra che le paure dei lavoratori fossero fondate: l’Ape potrebbe slittare. Infatti se per l’Ape social sono più chiari i requisiti, anche se rimangono da comprendere alcuni punti oscuri, per la volontaria non si ha ben chiaro il quadro.

Proprio per questa modalità si dovrebbe infatti aspettare ancora qualche tempo, dato che non sarebbe ancora stata ultimata neanche la piattaforma online per inviare le domande.
Un problema che non troverà una soluzione immediata e che potrebbe richiedere altri lunghi mesi di attesa.

I decreti attuativi sono però già in netto ritardo, dal momento che dovevano essere emanati nei primi giorni di marzo. Arrivati a metà aprile però non si vede neanche l’ombra di essi e la situazione potrebbe avere ulteriori ritardi.
L’iter è infatti ancora molto lungo dato che i decreti dovranno poi essere approvati da Consiglio di Stato, per il lato amministrativo, e dalla Corte dei Conti per la parte fiscale.

I tempi lunghi per la questione dell’Ape volontaria sono però legati anche all’Inps, che non ha rispettato alcune tempistiche e che al momento non avrebbe modo di accogliere le domande.
Per l’Ape social invece sembra che sarà questa la settimana decisiva dato che verrà approvato il decreto franchigia.

Pensioni novità, slittamento Ape volontaria: quali sono i problemi

Se le notizie sull’Ape social sono un po’ più consistenti e qualche news la siamo riuscita a conoscere nelle ultime settimane, per l’Ape volontaria non è chiaro come si procederà.
A rendere tutto più complesso arriva inoltre la dichiarazione di Marco Leonardi, Consigliere economico della Presidenza del Consiglio, che durante l’edizione di Tuttolavoro ho messo in luce alcuni problemi.

I numeri dell’Ape volontaria sono difficili da valutare, dal momento che è il lavoratore che stabilisce se aderire o meno e per tale ragione non è facile sapere in che modo muoversi.
Sarà questa però la prima possibilità che verrà data al lavoratore per decidere quando lasciare il lavoro e entrare in pensione.

La manovra, ha detto Leonardi, sarà di vitale importanza per l’assunzione dei giovani, che dovranno prendere il posto dei lavoratori uscenti. Proprio per tale ragione negli ultimi anni sono state spese molte risorse e sono stati ideati una serie di sgravi contributivi per le aziende che assumono giovani.

Rimane però il problema che per riuscire ad attuare la riforma al momento mancano gli strumenti. L’Inps non ha infatti ancora messo a punto il sistema per inoltrare le domande, ma non solo l’Inps ha dei problemi.
I requisiti per fare la domanda non sono chiari, come non è possibile comprendere quanti soldi verranno tolti all’assegno pensionistico.

Attualmente i problemi sembrano essere troppi perché la riforma entri in atto nei tempi stabiliti e cioè entro il 1° maggio 2017.