Pensioni nella scuola e quota 100: a settembre attese 27600 uscite, ma i concorsi sono fermi per il Covid

Pensioni nella scuola e quota 100: a settembre attese 27600 uscite, ma i concorsi sono fermi per il Covid

Le pensioni anticipate tramite quota 100 agevolano le uscite nella scuola, che nel 2021 si prospettano oltre le 27mila unità. Ma il blocco dei concorsi dovuto al coronavirus rischia di lasciare vuote molte cattedre.

Il turn over nella scuola rischia di diventare di difficile gestione a causa delle pensioni anticipate tramite quota 100 e del blocco ai concorsi dovuto alla diffusione del Covid 19. Si tratta di un combinato di misure pregresse e di iniziative che si sono rese necessarie per via dell’attuale contesto pandemico, ma che potrebbero avere un impatto negativo sull’occupazione delle cattedre (soprattutto al Nord Italia).

Nello specifico, le previsioni di un contesto complicato e delle prossime difficoltà organizzative derivano dai dati raccolti dal Miur in merito alle richieste di accesso alla pensione per il prossimo anno. I docenti sono infatti tenuti ad inoltrare la propria domanda con largo anticipo per garantire il rispetto del calendario scolastico e per permettere la continuità del servizio pubblico.

Pensioni nella scuola, i dati raccolti dal Ministero dell’Istruzione e le statistiche sulle uscite degli insegnanti

Stante la situazione appena evidenziata, i dati presi come riferimento per le proiezioni di uscita dei docenti dalla scuola risalgono allo scorso 7 dicembre 2020. La data era considerata la deadline utile per il personale docente al fine di inoltrare le domande di accesso alla pensione. Delle 27562 pratiche complessive, circa 16mila riguardano richieste legate alla quota 100, i cui termini sperimentali si chiuderanno nel corso del 2021.

Altre 7mila richieste riguardano il personale tecnico, amministrativo, gli educatori e gli insegnati di religione. Se si tiene conto di queste domande, il personale in uscita dalla scuola pubblica nel corso del prossimo anno salirà a 35mila unità. Infine, a questi dati andranno aggiunte anche le richieste di accesso alla pensione dei dirigenti scolastici, la cui scadenza è però fissata al prossimo 28 febbraio. Le stime, in questo caso specifico, indicano la possibilità di circa 500 pensionamenti.

I pensionamenti nel settore scolastico per il 2020-21 e il blocco dei concorsi

Rispetto ai numeri appena riportati, appare chiaro che si riproporrà ancora una volta il problema delle cattedre che rischiano di restare vuote. La questione appare particolarmente urgente nel Nord Italia, dove si concentrano circa i due terzi delle cattedre scoperte (che andranno necessariamente occupate tramite i supplenti). Sul problema pesano in particolar modo le conseguenze dell’epidemia.

Purtroppo l’emergenza coronavirus ha bloccato i concorsi pubblici rimandando l’assunzione di circa 78mila docenti, che avrebbero portato a un possibile riequilibrio della situazione. Rispetto a tale scenario, bisognerà vedere cosa accadrà nel prossimo anno, ma appare chiaro che la ripresa dell’esame dei candidati sarà rallentata dal proseguo della situazione emergenziale.