Pensioni nel 2021: ecco quando è possibile uscire dal lavoro con 5 anni di versamenti

Pensioni nel 2021: ecco quando è possibile uscire dal lavoro con 5 anni di versamenti

Nel nostro sistema esiste la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contribuzione, ma solo se si risulta inseriti nel sistema contributivo puro. In alternativa esistono diverse opzioni di natura assistenziale.

Sono moltissimi coloro che si trovano ad avvicinarsi alla pensione senza disporre di un elevato numero di anni di versamenti. Ovviamente si tratta nella maggior parte dei casi di coloro che hanno svolto attività lavorativa part time o stagionale, ad esempio per via del lavoro di cura in famiglia. In casi come questi, purtroppo non è sempre facile trovare un meccanismi di tutela previdenziale basato sull’effettiva contribuzione.

Rispetto alla situazione, è opportuno evidenziare che nel nostro ordinamento pensionistico l’anzianità minima per poter ottenere un assegno corrisponde a 5 anni. Questo parametro risulta però valido solo ed esclusivamente per coloro che sono iscritti al sistema contributivo puro. Nel 2021 si potrà quindi beneficiare della pensione di vecchiaia da 71 anni di età e 5 anni di contributi indipendentemente dall’importo del futuro assegno, purché il primo versamento sia avvenuto a partire dal 1° gennaio 1996.

Pensioni di vecchiaia nella previdenza complementare: bastano cinque anni per la rendita privata

Per chi risulta iscritto a un fondo pensione privato è possibile richiedere una rendita una volta raggiunta l’età corrispondente alla pensione di vecchiaia. Questo significa che nel corso del 2021 sarà possibile chiedere l’assegno al sistema previdenziale privato a partire dai 67 anni di età, quindi con circa 4 anni di anticipo rispetto all’emolumento concesso dall’Inps a parità di condizioni.

Anche in questo caso bisogna però sottolineare che per poter ricevere l’assegno è indispensabile aver maturato almeno 5 anni di anzianità presso un qualsiasi fondo di previdenza complementare. La soluzione è perfettamente compatibile con la pensione di vecchiaia e consente anche di migliorare la prospettiva di reddito pensionistico per coloro che possono contare su una contribuzione contenuta.

Pensioni con bassa contribuzione: le alternative sono tutte di natura assistenziale

Come già anticipato, chi rientra nel sistema retributivo o misto non potrà purtroppo ottenere un assegno con una contribuzione inferiore ai 20 anni. In questo caso le uniche opzioni disponibili (in alternativa alla previdenza complementare) sono quelle erogate dall’Inps. L’ente pubblico di previdenza garantisce infatti una pensione di natura assistenziale sotto forma di assegno sociale.

Per beneficiarne occorre aver compiuto almeno 67 anni di età e avere la propria residenza abituale in Italia. Risulta inoltre indispensabile rientrare nei requisiti reddituali, che sono fissati a 5977,79 euro l’anno per i soggetti non coniugati e 11955,58 euro per i coniugati. Esiste inoltre una pensione di cittadinanza in grado di innalzare l’assegno fino a 780 euro al mese nel caso siano presenti i medesimi requisiti reddituali e patrimoniali previsti dal reddito di cittadinanza.