Autore: B.A

Pensione

Pensioni: le vie di uscita prima dei 60 anni, ecco quali sono

Ci sono misure che permettono di lasciare il lavoro prima del compimento dei 60 anni di età.

L’età pensionabile in Italia è in continua salita e questo dipende dal funzionamento della legge Fornero che ormai ha portato l’età per le pensioni di vecchiaia a 67 anni. E sarà così fino al 31 dicembre 2022, perché dopo il congelamento dell’età pensionabile per il prossimo biennio, dal 2023 potrebbero volerci 3 mesi in più di età.

Il collegamento delle pensioni alle aspettative di vita degli italiani non è stato bloccato, ma solo sospeso fino al 2023 per la pensione di vecchiaia e fino al 2026 per le pensioni di anzianità (anticipate come si chiamano oggi).
Ma esistono misure che consentono di andare in pensione prima dei 67 anni, e addirittura, alcune prima dei 60 anni.

Pensioni prima dei 60 anni, come fare?

Il fatto che nonostante una età pensionabile tra le più alte d’Europa, l’età media di pensionamento in Italia è piuttosto bassa, è oggetto di polemiche interne sul sistema previdenziale italiano, ed è oggetto di alcuni appunti che Bruxelles muove al nostro governo. Tutto dipende dalle numerose misure vigenti che permettono pensionamenti anticipati anche di diversi anni rispetto all’età pensionabile vigente.

E non mancano misure che a determinate condizioni consentono ai lavoratori di andare in pensione già prima del compimento del 60° anno di età. Per chi ha avuto la fortuna di trovare un lavoro continuo e stabile fin da giovane, la prima misura è la pensione anticipata. Si esce dal lavoro senza alcun limite di età una volta raggiunti i 42 anni e 10 mesi di lavoro e di contribuzione versata.

Per le donne invece si esce dal lavoro alle medesime condizioni, con 41 anni e 10 mesi. Una lavoratrice in continuità di occupazione già dei 18 anni di età potrà lasciare il lavoro a 59 anni e 10 mesi. Se ha iniziato intorno ai 16/17 anni di età, l’uscita si anticiperebbe già tra i 57/58 anni. E lo stesso per gli uomini, con un anno in più dal momento che serve un anno di contribuzione aggiuntivo. Fattore determinante quindi l’aver lavorato da giovani.

E lo stesso vale per la quota 41 precoci, che prevede almeno un anno dei 41 necessari per la pensione senza limiti di età, versato prima dei 19 anni. Occorre però essere alternativamente disoccupati senza Naspi da minimo 3 mesi, invalidi al 74% almeno, con un parente stretto non autosufficiente a carico da almeno sei mesi, o impiegati nei cosiddetti lavori gravosi da 6 degli ultimi 7 anni di carriera o da 7 degli ultimi 10.

Pensioni prima dei 60 anni, le altre vie di uscita

Quando si parla di pensione prima dei 60 anni non si può non citare le agevolazioni previste per chi ha invalidità riconosciuta. Invalidità che consente di anticipare la data del pensionamento tra i 56 anni e i 62 anni.

La pensione di vecchiaia anticipata permette a tutti coloro a cui è stata riconosciuta una percentuale di invalidità uguale o superiore all’80% di ottenere la pensione con un’età anagrafica inferiore rispetto a quella necessaria per la pensione di vecchiaia ordinaria. Per le donne si può uscire già a 56 anni di età, mentre per gli uomini a 62, e per tutti con almeno 20 anni di contribuzione (1040 settimane) come lavoratore dipendente.

Non si può non parlare di opzione donna, altra misura destinata alle lavoratrici. Con opzione donna, misura in scadenza il 31 dicembre prossimo, ma con grandi possibilità di essere prorogata nel 2021, si può uscire dal mondo del lavoro all’età di 58 anni con 35 anni di contributi. Per le lavoratrici autonome, invece, l’età anagrafica sale a 59 anni.