Autore: Stefano Calicchio

Pensione - Ammortizzatori sociali

8
Feb 2020

Pensioni, le parti sociali in pressing: ecco cosa hanno chiesto su rivalutazioni e tasse

Dal tavolo di confronto tenutosi ieri con il governo sono emerse le richieste avanzata dalle parti sociali sul nodo rivalutazioni.

I sindacati puntano il dito contro le perdite in potere d’acquisto accusate dai pensionati negli ultimi anni per via delle mancate rivalutazioni e chiedono un cambio di passo rispetto alla questione estendendo la possibilità dell’adeguamento pieno fino a 7 volte la minima. Nella pratica, si tratterebbe di riconoscere il recupero dell’inflazione calcolata dall’Istat fino a circa 3600 euro al mese.

Si tratta ovviamente di cifre lorde, ma che risultano distanti dai meccanismi attualmente in essere. D’altra parte, le richieste non si fermano qui. Parlando di coloro che hanno già maturato la quiescenza, i sindacati chiedono di ridurre la pressione fiscale (tra le più alte in Europa) e di garantire la tenuta degli emolumenti estendendo la 14ma mensilità.

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Barbagallo (Uil): “recuperare quanto perso negli anni”

Ad esprimere a caldo la propria preoccupazione per i mancati adeguamenti degli assegni previdenziali è stato il Segretario della Uil Carmelo Barbagallo, ricordando l’importanza di “recuperare quanto è stato tolto ai pensionati in questi anni”. Per il sindacalista, è fondamentale che si cominci a concretizzare le richieste in arrivo dalle parti sociali.

“Non voglio tutto e subito, ma nemmeno niente e mai” ha sottolineato l’esponente della Uil, ricordando che negli ultimi anni i tagli sulla previdenza hanno comportato perdite per 80 miliardi di euro. Di questi, ne sono stati recuperati una ventina, ma “ne mancano ancora 60”.

Pedretti (Cgil): “sul tavolo proposte serie e di buon senso”

Anche dal Segretario generale dello SPI - Cgil sono arrivate nuove dichiarazioni sull’esito del confronto di ieri con l’esecutivo. “Quelle che abbiamo messo sul tavolo sono proposte serie e di buon senso per rispondere ai bisogni di milioni di pensionati che sono stati a lungo inascoltati”, ha detto il sindacalista.

“Ci prendiamo il tempo necessario per far lavorare bene questo tavolo, ma è del tutto evidente che servono dei risultati o la disillusione sarà molto alta, come avvenuto con l’ultima legge di bilancio”, ha quindi concluso Pedretti invitando il governo all’azione.

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Ganga (Cisl): “necessario recuperare la fiducia dei cittadini”

Il Segretario confederale della Cisl Ignazio Ganga ha commentato l’esito del tavolo negoziale del 7 agosto invitando ad attribuire una rivalutazione piena e corretta a tutti gli assegni previdenziali. «Nel corso dell’incontro tecnico al Ministero anche oggi come Cisl ed Fnp Cisl abbiamo ribadito la necessità di recuperare la fiducia dei cittadini, dei lavoratori e dei pensionati di questo paese, ripristinando un sistema di regole coerenti e più eque del sistema previdenziale».

In particolare, Ganga ha ricordato che i pensionati “sono un formidabile ammortizzatore sociale, supplendo a molte carenze dello Stato”. Per questo motivo, “non possiamo accettare che l’accordo raggiunto sulla rivalutazione a partire dal 2019 sia stato smentito da un governo successivo e nell’ultima Legge di bilancio sia stato ridotto ad una modestissima restituzione sui trattamenti pari a quattro volte il minimo, peraltro già rivalutati in partenza al 97%, preconfigurando l’ipotesi di una più adeguata rivalutazione solo dal 2022”.