Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni, le novità allo studio nel 2021 su opzione donna e APE sociale

Sulle pensioni anticipate il governo studia la proroga di opzione donna e APE sociale: l’attesa sui requisiti, ecco chi potrà uscire dal lavoro se si confermano quelli attuali.

Sulle pensioni anticipate la prossima manovra punta a garantire la prosecuzione delle attuali opzioni di tutela di natura sperimentale, posto che il cambio di paradigma arriverà comunque all’inizio del 2022. Il calendario delle riforme del settore è infatti condizionato dalle opzioni in via di scadenza, con la quota 100 a fare da vero e proprio spartiacque, visto che al termine del 2021 quest’ultima concluderà la propria efficacia.

Nel frattempo le scadenze più urgenti riguardano due opzioni di tutela che senza un intervento nei prossimi mesi potrebbero lasciare sprovviste di garanzie previdenziali alcune delle fasce più deboli dei lavoratori, ovvero l’opzione donna e l’APE sociale. Non è un caso quindi che l’incontro programmato il prossimo 8 settembre tra governo e sindacati dovrà occuparsi proprio del rinnovo di questi due provvedimenti con la legge di bilancio in approvazione entro il termine dell’anno.

Pensioni anticipate e proroga APE sociale in Manovra 2021

Trovandoci ormai a pochi mesi dalla fine dell’anno, la presentazione e discussione parlamentare della legge di bilancio 2021 incombe e pertanto sarà necessario mettere a punto anche l’intervento riguardante la proroga delle opzioni sperimentali in scadenza, posto che la quota 100 (con uscite possibili dai 62 anni di età e 38 anni di versamenti) verrà portata a scadenza.

La proroga dell’APE sociale dovrebbe garantire per un ulteriore anno la possibilità di ottenere un anticipo fino a 3 anni e 7 mesi rispetto all’età dell’assegno di vecchiaia (attualmente fissata a 67 anni). Salvo sorprese, anche nel 2021 dovrebbe consentire l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e con 30 - 36 anni di versamenti in base alla specifica situazione di disagio individuata dalla legge.

Il provvedimento tutela dal punto di vista pensionistico i disoccupati di lungo termine, i caregivers, i lavoratori con invalidità riconosciuta dal 74% e chi ha svolto attività gravose e usuranti inserite nell’apposita lista. Nell’ultimo caso sarà necessario aver maturato almeno 36 anni di versamenti.

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La proroga delle pensioni flessibili tramite opzione donna nel 2021

Per quanto concerne la proroga dell’opzione donna nel 2021, quest’ultima dovrebbe consentire di allargare la platea alle lavoratrici che matureranno i requisiti di legge entro il termine del prossimo anno. In particolare, ricordiamo che l’opzione prevede almeno 58 anni di età (un anno in più per le autonome) e 35 anni di versamenti, contestualmente all’accettazione del ricalcolo contributivo puro dell’assegno.

Così, qualora fossero confermati gli attuali parametri anche nel 2021, potranno accedere alla pensione anticipata le lavoratrici nate entro il 31 dicembre del 1962 (31 dicembre 1961 se autonome). Ovviamente per avere una conferma su tali parametri occorrerà attendere di scoprire in che modo verrà concretizzata la proroga della misura.

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