Pensioni, lavoro e welfare: il neo Ministro Orlando incontra i sindacati

Pensioni, lavoro e welfare: il neo Ministro Orlando incontra i sindacati

Al centro dell’incontro lavoro, welfare e pensioni. Si procederà entro febbraio con la proposta di riforma degli ammortizzatori sociali per fare fronte all’emergenza lavorativa dettata dal coronavirus.

Su lavoro, pensioni e welfare si concretizza il primo confronto con i sindacati, tenutosi nella giornata di ieri tra il neo Ministro Andrea Orlando e la piattaforma Cgil, Cisl e Uil. Le questioni da risolvere sul tavolo ministeriale restano molteplici, ma dalle prime dichiarazioni rilasciate dalle controparti si evince l’urgenza di intervenire con tempestività.

Tanto che l’esponente del governo ha già spiegato di voler presentare la propria proposta di riforma degli ammortizzatori sociali entro i prossimi quindici giorni, cioè prima del termine di febbraio.

Sulla questione pesa l’emergenza dettata dal coronavirus e le inevitabili ripercussioni che la pandemia ha prodotto nel mercato del lavoro. La crisi occupazionale di giovani e donne è considerata tra le principali priorità, al fine di definire secondo l’esponente Dem “l’orizzonte sul quale credo sia urgente iniziare a muoversi”.

Le parole di Orlando sul confronto coni sindacati tenutosi domenica

Nel confronto con le parti sociali si sono concretizzate “una serie di questioni molto serie e importanti, aggravate dalla crisi economica e sociale che colpisce il Paese e che richiedono risposte urgenti ed efficaci”, ha quindi evidenziato Orlando. Ricordando che molte delle tematiche trattate erano già all’attenzione dell’ex Ministra Catalfo.

Ma alcuni capitoli, in particolare, sono emersi dopo l’acuirsi dell’emergenza avvenuta nelle ultime settimane. Il riferimento va proprio alla questione giovanile e al gender gap, vicende sulle quali risultano indispensabili dei provvedimenti urgenti. Sullo sfondo i dossier restano molteplici.

Si va dall’attesa riforma degli ammortizzatori sociali sino alla necessità di ripensare le regole di accesso alla pensione, stante il termine della quota 100 entro la fine del 2021. Il Ministro Orlando ha comunque promesso una nuova convocazione delle parti sociali entro il termine del mese corrente. A quel punto ci si potrà confrontare in merito alle prime proposte concrete, anche considerando la necessità di agire in modo tempestivo.

La riforma delle pensioni anticipate e la scadenza della quota 100

Se la riforma degli ammortizzatori sociali e l’emergenza lavoro rappresentano due tematiche sulle quali è imprescindibile agire con la massima urgenza, il dossier riguardante la flessibilità previdenziale dovrà comunque essere affrontato già nei prossimi mesi.

Senza un nuovo intervento correttivo, le regole ordinarie della legge Fornero verranno ripristinate entro il termine dell’anno. Questo significa che molti lavoratori potrebbero trovarsi davanti a uno scalone lungo ben cinque anni. In merito alla vicenda, si è ancora in attesa di conoscere quale sarà l’approccio del nuovo Ministro del Lavoro.

Il precedente governo ha spiegato in diverse occasioni di non voler proseguire con la sperimentazione delle pensioni anticipate tramite quota 100, ma tutto ciò implica comunque l’avanzamento di una nuova proposta di flessibilità previdenziale. Molti lavoratori si domandano quindi quale sarà la posizione del nuovo Ministro, per capire in che modo si potrà sciogliere il nodo relativo alla vicenda. Leggi anche: Pensioni 2021, ecco chi rischia lo stop all’assegno di marzo per il mancato invio del modello RED