Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione

Pensioni, la spesa è sostenibile: il vero problema resta l’assistenza

Sulle pensioni il vero nodo da sciogliere resta la separazione tra spesa previdenziale e assistenziale. La conferma nel nuovo dossier di Itinerari Previdenziali.

Il tema della sostenibilità delle pensioni continua a occupare il dibattito pubblico. Ma l’elefante nella stanza resta la mancata separazione tra spesa per assistenza e previdenza. La questione è tornata ancora una volta sotto i riflettori dopo la pubblicazione di un nuovo dossier da parte del centro studi Itinerari previdenziali. All’interno si fa il punto della situazione in merito al bilancio del sistema previdenziale italiano.

Le conclusioni non sorprendono certamente, se si considera che da anni i sindacati chiedono l’istituzione di un’apposita commissione al fine di separare i conti delle pensioni da quelli delle prestazioni che vengono erogate dall’Inps con obiettivi di welfare. D’altra parte, sono proprio quest’ultime a essere risultate a carico della collettività nel corso del 2019 per un importo corrispondente a 114,27 miliardi di euro.

La crescita nello scorso decennio è stata esponenziale, se si considera che l’incremento annuo composto è stimato al 4%. Con il risultato che i costi per l’assistenza sono saliti di ben 41 miliardi di euro nello stesso lasso di tempo.

La spesa per le pensioni si conferma sotto controllo

Il report di Itinerari previdenziali conferma quindi quanto già era noto da tempo. E anzi, negli ultimi anni i dati riguardanti il comparto appaiono comunque stabili. Al termine del 2019 si è registrato un aumento degli occupati, con un rapporto tra attivi e pensionati in crescita ad 1,45. Il dato è risultato il migliore dell’ultimo ventennio e sembra incoraggiante anche nei prossimi anni, visto che nel lungo termine il rapporto utile al fine di garantire la sostenibilità del sistema è stimato ad 1,5.

Anche la spesa per le pensioni in essere risulta sotto controllo. Nel corso del 2019 l’ammontare complessivo per questo genere di prestazioni è stimato in 230,3 miliardi, con un’incidenza effettiva sul Pil del 12,88%. Una stima che risulta perfettamente in linea con la media europea, essendo depurata dal peso che l’Inps è tenuta a sostenere per gli assegni di welfare.

Sulla questione ora si attende la risposta della politica. È ovvio che il sistema assistenziale debba comunque continuare a garantire misure di sostegno in favore di coloro che si trovano in difficoltà. Ma è altrettanto evidente che un’ottimizzazione della spesa di welfare risulta necessaria. Sia per renderla maggiormente efficace (vista l’entità complessiva delle risorse impiegate). Sia per non penalizzare ulteriormente coloro che hanno versato nel corso della vita lavorativa contributi previdenziali e che ora si trovano davanti alla oggettiva difficoltà di accedere alla meritata pensione.